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Domenica 23 Gennaio 2022

A Seminara festeggiato il Giubileo della Vita   versione testuale

L'organizzazione a cura dell'Associazione Scienza&Vita e altri organismi diocesani


La Basilica della Madonna dei Poveri, in Seminara, ha ospitato il Giubileo della Vita, organizzato dall'Associazione Scienza&Vita sez. "Rocco Gambacorta", in collaborazione con l'Associazione Medici Cattolici, il consultorio Familiare, l'Azione Cattolica, gli Uffici diocesani per la Pastorale familiare, la pastorale sanitaria e Scuola.  

Una serata dedicata alla riflessione sul valore del più grande dono fattoci da Nostro Signore. La celebrazione della giornata della vita ha avuto inizio alle ore 18.45, con l’ingresso dei fedeli dalla Porta Santa della Misericordia, seguiti da Vescovo della Diocesi di Oppido – Mamertina Palmi, Mons. Francesco Milito. La funzione ha visto la celebrazione di numerosi fedeli, provenienti non solo da Seminara stessa, ma da tutta la Piana. Durante la sua Omelia, Mons. Milito ha spiegato ai presenti la bellezza e l’importanza del dono della vita.
 
Michele Ferraro, organizzatore della serata ha spiegato: «Questa giornata è stata pensata in un duplice contesto: Come Giornata della Vita e, contemporaneamente, come Giubileo della Vita. Abbiamo voluto creare un messaggio di grande e vera condivisione». Ferraro ha poi aggiunto: «Con la sua omelia, Mons. Milito ha centrato perfettamente quello che è l’obiettivo della serata, riuscendo a coniugare splendidamente il Vangelo con il messaggio. Si è parlato di parola, perché la Parola è Vita, questo è stato un bellissimo passaggio fatto da Mons. Milito: Dalla Parola di Dio alla parola di Vita. Ogni volta che noi utilizzeremo la Parola di Dio, quella sarà parola di Vita». La serata è poi proseguita con le testimonianze portate da alcuni ragazzi proveniente dall’Egitto, che stanno vivendo un periodo di studi qui in Italia, all’interno della nostra Diocesi, presso L’istituto Tecnico Industriale Statale "Conte Milano" di Polistena. Tra di loro sono presenti ragazzi di religioni diverse, Musulmani, Ortodossi e qualche Cattolico, ma al termine dei loro interventi il messaggio era univoco e chiaro: è nella diversità che risiede la ricchezza.
 
Pensiero condiviso anche dal preside dell’ITIS di Polistena, Francesco Mileto, queste le sue parole: «L’integrazione non è una cosa che si proclama, ma una cosa che si fa, nel concreto di tutti i giorni. Possiamo anche affermare che siamo noi quelli integrati, quella di condividere con questi ragazzi Egiziani la quotidianità della vita scolastica è stata una grande opportunità di crescita per i nostri ragazzi italiani». I ragazzi hanno anche spiegato: «Nell’Islam non c’è spazio per il terrorismo, di nessuna forma» o anche «Una volta tornati a casa ricorderemo di aver vissuto nella terra di Calabria una pagina bella ed intensa della nostra vita».
 
È stato poi il momento del monologo di Francesco Conte, aspirante attore, già partecipante del programma televisivo "Tu si que Vales", di canale 5. La straordinarietà del messaggio di Francesco deriva dal suo particolare vissuto, che nel suo passato lo ha posto in molte situazioni difficili. Partendo da un Padre scomparso prematuramente in un momento di debolezza personale. Nato da genitori sordi, affetto a sua volta da sordità, Francesco è stato sballottato in realtà diverse, spostato da un posto ad un altro quasi fosse un oggetto. Francesco non ha parlato fino ai suoi 14 anni, ma sin da piccolo lui aveva già ben salda in mente la sua volontà di diventare un attore. Obiettivo molto più difficile nel suo caso, costretto a concentrarsi sulle labbra di chi gli sta di fronte per cercare di interpretare ed immaginare suoni che non può udire. Il bellissimo monologo di Francesco è colmo di Ironia, che impregna la sua difficile infanzia che, tuttavia, non è mai riuscito a togliergli il sorriso con il quale si è posto ieri davanti alla platea presente nella Basilica di Seminara. Francesco ha spiegato: «Per una persona sorda, vedere un sorriso è una grande emozione, si coglie il calore e l’allegria di chi ti sta di fronte, anche e soprattutto nel mio caso, perché mi fa capire il gradimento del pubblico rispetto al messaggio da me comunicato». Francesco oggi studia recitazione e spettacolo in Toscana.
 
Ferdinando Panucci


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