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Lunedì 18 Dicembre 2017

Il XXV Anniversario dell’Ordinazione Diaconale di Domenico Serreti   versione testuale


 Non ha potuti contenerli tutti in un abbraccio ma lo ha fatto idealmente il primo diacono della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, Domenico Serreti, il quale ha festeggiato il venticinquesimo anniversario di diaconato nella chiesa Maria Santissima Addolorata dove opera il suo ministero speciale. «I diaconi sono i servi della Chiesa e responsabili delle opere di carità a favore dei poveri e delle vedove». Lo ha asserito don Giovanni Battista Tillieci, parroco della Chiesa San Gaetano Catanoso di Gioia Tauro, nonché, Delegato Vescovile dei diaconi della Diocesi di Oppido-Palmi, durante la celebrazione eucaristica di ringraziamento di venerdì sera, presieduta dal Vicario Generale Mons. Giuseppe Varrà, celebrazione che ha coinvolto non solo le comunità parrocchiali della città di Rosarno ma anche tutte quelle dove don Mimmo Serreti ha svolto il suo servizio che è «gioia di servire gli altri». Con queste parole lo stesso diacono ha esordito il suo intervento alla fine della funzione liturgica nelle vesti anche di persona, uomo e padre, «con le sue pecche e i suoi peccati». Con la  sensibilità umana che lo contraddistingue, il diacono Serreti ha confidato alla numerosa assemblea emozionata «di chiedere ogni giorno a Cristo di poter lavorare ancora al servizio dei poveri, secondo il progetto di Dio», ed ha ringraziato tutti coloro che in questi anni lo hanno supportato nel suo cammino. Prima di tutto, don Mimmo, ha espresso gratitudine per  la comunità rosarnese, che «con il passare degli anni ha compreso quanto sia meritevole e piena d’amore», per il collegio dei diaconi presente, per i presbiteri, tra cui padre Elia Catellanni, monaco certosino dell’eremo di Soreto, don Cesare Di Leo, padre Luigi Ragione, Mons. Giuseppe Varrà,  parroco della chiesa matrice San Giovanni Battista, dove il diacono Serreti è stato ordinato il 27 settembre del 1992, «con il quale ho instaurato un ottimo rapporto», per don Carmelo Ascone, vice parroco della chiesa Maria Santissima Addolorata, dove ha svolto e svolge il suo diaconato, «un sacerdote che mi ha accolto, instradato, insegnato tanto e ha riposto in me tanta fiducia, per questa stima e elargizione nei miei confronti gli sono grato», ha detto don Mimmo, il quale ha ammesso che «tutti abbiamo i nostri lati e positivi e negativi ma dobbiamo guardare sempre nel cuore dell’uomo per estrapolare la bontà che c’è in lui». Sulla sua strada don Mimmo ha poi incontrato un altro sacerdote, don Rosario Attisano, attuale parroco dell’Addolorata di Rosarno, «con il quale ci siamo meravigliosamente integrati con amore fraterno, rispetto e stima, incondizionati, sono legato in maniera particolare a don Rosario». Infine, don Mimmo Serreti ha espresso riconoscenza alla sua famiglia e a tutti gli intervenuti, tra i quali il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, il quale ha ricordato i consigli che don Mimmo gli dava quando da piccolo giocava con i suoi figli, ed ha suggerito all’assemblea di prenderlo come esempio, visto che «Rosarno ha bisogno di buoni esempi», lo storico e studioso Ugo Verzì, il quale si è soffermato sull’amicizia fraterna che lo lega a lui, ed i suoi "Piccoli Figli della Luce del Preziosissimo Sangue di Gesù" e i laici del "Gruppo di Padre Pio", i quali hanno speso profonde parole di gratitudine, stima e amore nei confronti di don Mimmo che li segue costantemente. Attualmente, il diacono Serreti è Direttore della Caritas della parrocchia Maria Santissima Addolorata e gli è stata affidata la messa alla prova, ossia, la prestazione di un lavoro di pubblica utilità che giovani imputati devono scontare, presso la Parrocchia, in questo caso. Va ricordato, che don Mimmo Serreti, è stato il primo diacono ad essere ordinato nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dal compianto vescovo Domenico Crusco, e da buon pioniere, dal giorno successivo alla sua ordinazione, 28 settembre 1992, ha svolto il suo ministero contemporaneamente nelle comunità di Rosarno e Candidoni, per otto anni, e due anni, a Laureana di Borrello, fino all’approdo nel 2002 per volontà di monsignor Luciano Bux nella chiesa dell’Addolorata; è stato, inoltre, nove anni segretario dell’Istituto di Scienze Religiose a Palmi. Dopo la messa e gli applausi scroscianti e sentiti per don Mimmo, la comunità si è spostata nel salone parrocchiale per il taglio della torta e per condividere un momento di grande festa e gioia. 

Kety Galati





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