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Sabato 21 Ottobre 2017

Il XXV Anniversario dell’Ordinazione Diaconale di Franco Frisina   versione testuale


La comunità di Delianuova e fedeli provenienti dalle parrocchie in cui il diacono Franco Frisina ha prestato (S. Eufemia d’Aspromonte) o è tuttora in servizio (Molochio) si sono stretti a lui nella ricorrenza del XXV anniversario della sua ordinazione diaconale.

La celebrazione eucaristica di ringraziamento si è svolta nella Chiesa dell’Assunta di Delianuova, suo luogo natale che ha visto nascere il seme della sua vocazione. Momento questo ricordato con commozione dalla moglie Tota Italiano all’inizio della messa, quando l’allora Vescovo Mons. Benigno Papa le fece presente che il marito Franco sarebbe potuto diventare diacono permanente e lei, molto impaurita perché madre allora già di cinque figli, gli manifestava tutte le riserve possibili. Nonostante ciò, affidandosi al Signore, Franco, d’accordo con la moglie, aveva iniziato il cammino di formazione e il 4 ottobre del 1992, dopo l’ordinazione di Mimmo Serreti del 27 settembre dello stesso anno, era diventato diacono per le mani dell’allora Vescovo Domenico Crusco.

In un clima di ringraziamento e di lode al Signore è iniziata la celebrazione eucaristica che è stata presieduta dal parroco Mons. Bruno Cocolo nella festa di san Francesco d’Assisi in presenza del Delegato Vescovile per il diaconato don Giovanni Battistia Tillieci, di altri sacerdoti e diaconi.

Nell’omelia don Bruno ha sottolineato i rapporti di profonda amicizia e affetto che lo legano a Franco e quelli di rispetto e di riconoscenza di Franco nei suoi confronti facendo presente come lui sia stato fino ad oggi un diacono per il ministero e non di mestiere per fini di tornaconto, come testimoniato dai sacerdoti e da quanti hanno avuto modo di essergli vicino in questi XXV anni di servizio diaconale in tante parrocchie della Diocesi. Ha sottolineato poi che il ritrovarsi questa sera insieme era solo perché il Signore per tutti e due era stato "mia parte di eredità e mio calice" e perché "nelle tue mani è la mia vita". "Per questo – ha proseguito – dobbiamo essere tutti grati al Signore ed elevare a lui il nostro ringraziamento".

Riferendosi poi alla liturgia del giorno ha ripreso la colletta della messa che chiedeva al Signore di concederci di seguire Gesù nella via del vangelo e di unirci a lui in carità e letizia, per ricordare la figura di san Francesco, che fu diacono non volendo per umiltà diventare sacerdote, viva immagine del Cristo, e questo non per le stimmate che portò impresse nel suo corpo, ma per l’ardente amore che lo animò nei confronti del Signore e nei rapporti con gli altri. La via per essere diaconi come san Francesco don Bruno l’ha indicata nelle parole del Vangelo del giorno in cui Gesù rende lode al Padre perché ha rivelato queste cose non ai sapienti e hai dotti ma ai piccoli, agli umili, a chi riconosce di aver bisogno sempre dell’aiuto del Signore. E richiamando un aspetto della missione che deve essere propria del diacono, quella cioè di portare al Signore le persone stanche e oppresse per dare loro ristoro, ha invitato i diaconi a imparare a fare questo guardando al Signore, lui che è "mite e umile di cuore", richiamando l’inno cristologico ai Filippesi in cui san Paolo afferma che Gesù, pur essendo Dio, svuotò, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte di Croce.

Alla fine della celebrazione è intervenuto don Giovanni Battista portando i saluti del Vescovo e sottolineando come si possa dire che Franco abbia quasi vissuto i tre voti di san Francesco, quello di castità, nell’amore fedele e aperto alla vita nella sua famiglia, quello di povertà con la sua esperienza nel cammino neocatecumenale in cui ognuno si apre ai bisogni dell’altro, e quello di obbedienza, con il suo essere pronto e disponibile al servizio nelle comunità parrocchiale in cui il Signore lo ha inviato.

E’ intervento poi Mimmo Serreti che richiamando la figura dei due discepoli di Emmaus ha ricordato la loro paura al momento dell’ordinazione e ha ringraziato il Signore per le meraviglie che alla fine ha operato in loro.

Franco ha ringraziato tutti i presenti e la sua famiglia ma soprattutto il Signore per averlo assistito in questi anni di ministero e per avergli donato la forza di sperimentare anche la precarietà del dormire su una panchina in una recente esperienza di evangelizzazione a due a due che le comunità neocatecumenali hanno fatto in Calabria e Sicilia.

A Franco Frisina gli auguri di tutta la famiglia diaconale perché possa continuare ad esercitare il suo ministero diaconale in umiltà e semplicità di cuore.

 

Cecè Caruso


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