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Lunedì 18 Dicembre 2017

La Celebrazione di chiusura dell’Anno Mariano con l’ordinazione presbiterale di don Domenico Cacciatore e di don Domenico Lando e l’indizione della Visita Pastorale   versione testuale


Il clero della Diocesi di Oppido Mamertina – Palmi si è impreziosito di due giovani presbiteri: Domenico Lando e Domenico Cacciatore, i quali sono stati ordinati nella Cattedrale-Santuario "Maria Santissima Annunziata" di Oppido Mamertina, gremita all’inverosimile, il ventuno novembre. Da anni, la Diocesi di Oppido, non viveva un momento così significativo non solo per la Chiesa locale ma anche per la società della Piana di Gioia Tauro, che da martedì sera ha due valori in più, due ragazzi, i quali dopo anni di studio, meditazione, preghiera e relazione intima con Gesù, in seminario, hanno scelto di servire la Chiesa come sacerdoti.

La celebrazione eucaristica, oltre all’ordinazione sacerdotale, ha vissuto un altro momento importante: la benedizione delle icone del catino absidale, una composizione di Josif Drobonik, il quale traendo ispirazione dal modello bizantino della Deisis, ha aggiunto alla tradizionale raffigurazione del Cristo, la Madre di Dio e san Giovanni il Battista, i santi Pietro e Paolo, per segnare il legame storico, culturale ed ecclesiale della Diocesi di Oppido con l’Oriente bizantino.

Dopo la benedizione delle icone, gli eletti Lando e Cacciatore, si sono avvicinati a Monsignor Francesco Milito, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, il quale ha presieduto la liturgia di ordinazione, per dire il loro «Eccomi»; si sono poi inginocchiati davanti allo stesso Vescovo ed hanno posto le proprie mani congiunte nelle sue in segno di filiale rispetto e obbedienza, prendendo l’impegno di essere sacerdoti per sempre e di adempiere degnamente e sapientemente i misteri di Cristo. Con gli impegni degli eletti ha avuto così inizio la cerimonia dell’ordinazione presbiterale, in cui i gesti rituali e liturgici si sono uniti alle voci del coro diretto dal Maestro Gianmartino Maria Durighello, che per l’occasione ha preparato i canti della liturgia, con il canto d’ingresso "Iuravit Dominus" che con il "Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech" già richiamava l’imminente celebrazione delle nozze con Cristo di don Domenico Cacciatore e di don Domenico Lando.

Rivolgendosi ai due giovani candidati all’ordinazione, «riflesso del mistero di una vita consacrata definitivamente, esclusivamente e totalmente», Monsignor Milito, nell’omelia, li ha invitati a vivere una vita che «non concede contratti a tempo determinato o part-time, non patteggia, non costruisce super visioni calcolate mirate solo al sentirsi costituiti nell’essere divino, perché una vita consacrata concepita in tal modo finisce con l’essere sconsacrata, è la distruzione di un tempio per se stessi e per gli altri». «Una vita consacrata - ha continuato lo stesso prelato - non si volta indietro anche se sembra perdere possessi particolari e affetti particolari, quando Dio non basta indica che di Lui non si è mai fatta esperienza sconvolgente, la vita consacrata è una relazione d’amore dialogante e il cedimento è insensibile, chi vive nel tempio non può che vivere del tempio, delle grazie come un fiume d’acqua viva che fa fiorire i deserti, e il modello mariano diventa presbiterale nella sua umanità, la vita consacrata non comporta autoreferenzialità né chiusura a riccio ma ricerca della collaborazione perché tutta la comunità diventi ministeriale». «Non è facile – ha concluso il Vescovo - ma è anche la sfida più determinata», ricordando, l’esortazione di Paolo, che sintetizza un codice comportamentale: «Una sola speranza, una sola fede, un solo Dio, umiltà, dolcezza, magnanimità, vicendevole sopportazione nell’amore e nella pace, queste le virtù che allontanano la vendetta e lo spirito di rivalsa».

Dopo l’omelia, Lando e Cacciatore, si sono prostrati a terra al centro del presbiterio, mentre il canto delle litanie dei santi, ha preparato l’assemblea a vivere il momento della consacrazione con l’imposizione delle mani del nostro Vescovo e di tutti gli altri sacerdoti. Terminata la preghiera di ordinazione, gli ordinati si sono alzati e i loro parroci li hanno aiutati a rivestire la stola al modo sacerdotale e la casula; è seguito l’abbraccio di pace con tutti i sacerdoti della Diocesi e con i genitori, i quali hanno donato con gioia la vita dei loro figli a Cristo, nella consapevolezza che i loro figli hanno trovato la felicità in quella che potrebbe essere, umanamente, una vita solitaria, ma non è così, dare la vita a Cristo è carità, bellezza e felicità. La stessa profonda felicità si è potuta scorgere negli occhi di Domenico Lando e Domenico Cacciatore, una felicità, frutto di una risposta vocazionale, che è arrivata e hanno maturato nell’anima, una felicità che ha preso forma e vita nel momento in cui gli stessi hanno dato il corpo e il sangue di Cristo ai fedeli, commossi: è come se avessero incominciato a dare da mangiare e da bere ai loro nuovi e numerosi figli. Infine, prima della benedizione di Monsignor Milito, il Cancelliere Vescovile, don Domenico Caruso, ha dato lettura del Decreto di indizione della visita pastorale, che ha come obiettivo quello «di volgere e indirizzare tutto alla pastorale della nuova evangelizzazione e all’inculturazione della fede, creando mezzi per la formazione permanente del clero e del laicato, la tutela e la promozione della famiglia».  

L’ultimo pensiero alla Madonna di Fatima, Regina del cielo e della terra. a conclusione dell’Anno mariano, con la preghiera composta da Sua Ecc.za per l’occasione, implorante per la nostra Piana e per i nostri monti che "nella terra degli ulivi e del mare arda senza mai spegnersi l’olio della speranza di tempi migliori e il riflesso del cielo nel verde delle nostre campagne e dei nostri agrumeti ci richiami alla beatificante luce della Trinità".

 
 

Kety Galati

 



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