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Lunedì 15 Ottobre 2018

Nella Parrocchia Maria SS. Addolorata in Rosarno il Convegno delle Suore Dorotee   versione testuale


Le suore Dorotee di Rosarno hanno accolto con gioia la presenza di Sr Maria Emilia Nabuco e Sr Margherita Kundjuto, Assistenti Generali della Congregazione fondata da santa Paola Frassinetti, di origini portoghese e angolana, per discutere con le famiglie delle Mamme di Paola temi molto importanti quali l’interiorità e l’amore che si vive nelle famiglie.

La due giorni si è svolta nel salone della parrocchia Maria Santissima Addolorata di Rosarno, alla presenza del parroco don Rosario Attisano, del vice Parroco don Giuseppe Calimera e della responsabile della comunità delle suore Dorotee di Rosarno suor Maria Zito. Quest’ultima ha accolto con grande calore le sorelle le quali con un linguaggio semplice, diretto, espressivo, e pieno di gioia, hanno coinvolto le numerose coppie di sposi presenti alle tavole rotonde, in una analisi terapeutica dibattuta attraverso slide firmate da esperti, ed hanno percorso l’esortazione apostolica "Amoris laetitia", scritta da Papa Francesco.

"Educare la nostra interiorità e quella dei nostri bambini, adolescenti e giovani". E’ stato questo il titolo del primo incontro, che ha permesso alla platea di comprendere il significato profondo di interiorità. «Un concetto che ha il vantaggio di essere facilmente capito. Possiamo anche intuirlo, anche se sempre un po’ tecnico e ideologico. E’ più ampio del parlare di emozioni, consapevolezza, soggettività o di spirito. Interiorità è il nostro mondo interiore. Le ricche tradizioni del passato, che erano molto importanti per coltivare la nostra interiorità, hanno ancora cose importanti da dirci oggi? Per molti anni è stato facile coltivare la nostra interiorità, bastava partecipare a riti sociali, preghiere e momenti di silenzio con le nostre famiglie. Dal punto di vista religioso, o dal punto di vista umanistico, la necessità di prendersi cura dell'interiorità è diventata più presente e pressante nella nostra cultura, a partire dalla metà del XX secolo». Con queste parole suor Emilia ha voluto spiegare che l’interiorità fa risonanza con ciò che riceviamo dal mondo esterno. «E’ il luogo dove pensiamo, riflettiamo, processa gli impatti che riceviamo durante il giorno, dove avvertiamo, di volta in volta, la nostra disponibilità o indisponibilità, è un luogo di silenzio dove ci apriamo a noi stessi, con la trasparenza che siamo in grado di avere, è lì che elaboriamo le influenze attraverso pensieri e i sensi, è un posto che ci unisce ma anche un posto che ci frammenta». «L’interiorità – ha continuato - è anche un luogo in cui lottiamo con noi stessi, dove incontriamo emozioni ferite, esperienze di cui ci meravigliamo e ricordi che feriscono e talvolta ci paralizzano, possiamo anche incontrare decisioni che richiedono molto da noi. È uno spazio fra il mio essere attivo e il mio essere interiore». A tal proposito, suor Emilia ha evidenziato lo spazio che non si riduce solo alle emozioni o all’intelligenza, collegandosi a ciò che succede dentro di noi. «Più che un sostantivo, l’interiorità – ha spiegato ancora la suora portoghese - è una struttura che integra corpo, pensieri, sentimenti, sensazioni ed emozioni», ed ha aperto una parentesi sull’interiorità e la spiritualità perché non possiamo parlare di spiritualità senza parlare anche di interiorità. «Per un credente questo trova corrispondenza su vari livelli. Per un credente non è possibile essere spirituale senza l’interiorità».

La stessa ha poi indicato i percorsi per scoprire l’interiorità e farla crescere. «Possiamo coltivare il nostro mondo interiore, dando attenzione alla voce dentro di noi che ci istruisce, assaporare il silenzio, chiedere domande più profonde, e pensando più a fondo sulle cose, imparare ad osservare le persone, parlare e riflettere sulle cose di ogni giorno, contemplare l’arte, imparare a crescere nella nostra sensitività, imparare a “gustare� la vita, quello che leggiamo, scriviamo, diciamo ed ascoltiamo, con gentilezza e nei piccoli gesti, o con delle creazioni artistiche».

Suor Emilia, è andata oltre facendo esempi concreti sui comportamenti da adottare nella vita familiare, suggerendo ai genitori di dire ai propri figli che hanno gli occhi meravigliosi altrimenti non se ne accorgeranno mai. Suor Emilia, che ha tradotto in diverse lingue una collana di libri sulla psicologia e l’educazione del l’infanzia, ha concluso la prima giornata con un altro breve excursus sulla conoscenza delle tradizioni religiosi della nostra famiglia, esortando a crearne nuove ed ha svelato che un posto privilegiato per la crescita interiore e spirituale è quello della contemplazione dei gesti umani che sanno di grandezza come «l’amore, la generosità, la libertà, la virtù, il dire la verità, il perdono, la bellezza, o il dramma del dolore, la morte e le ingiustizie che la vita ci presenta». Dalla profonda riflessione sull’interiorità è emersa una nuova consapevolezza nei laici sull’essere famiglia secondo i valori della pace, la gentilezza, la compassione, la gratitudine e il coraggio. E’ questo l’elenco di impegni che suor Emilia ha lasciato nei cuori delle famiglie, il primo giorno, mentre durante il secondo dibattito, le suore hanno stimolato le coppie «a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la fedeltà e la pazienza». E le hanno incoraggiate «ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia». Lo hanno fatto visitando i capitoli del documento di papa Francesco, sui rapporti tra sposi e le relazioni tra genitori e figli che richiamano ai gesti della tenerezza e dell’abbraccio. Al riguardo, le Suore dorotee hanno donato alle coppie le ricette cristiane per essere felici di se stesse, per imparare ad affrontare compagni difficili, per combattere la timidezza, che non è un problema, per liberarsi dalla gelosia, per perdonarsi, per accettare un nuovo membro nella famiglia, per prevenire l’abuso sessuale, per affrontare la paura e la morte in famiglia; le stesse hanno spiegato ciò che accade dopo la morte, nella consapevolezza che Dio è il nostro migliore amico. Suor Maria Zito non perde occasione per invitare nella città di Rosarno le suore dorotee provenienti da tutto il mondo, lo fa frequentemente con lo scopo di formare e unire i laici sulle orme di santa Paola Frassinetti, guida esemplare. E’ un cammino in crescita e in continuo moto.

 Katy Galati

 



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