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Lunedì 10 Dicembre 2018

Profilo biografico di don Antonio Siciliano    versione testuale

A cura del direttore dell'Archivio Storico Diocesano, don Letterio Festa


DON ANTONIO SICILIANO 
L’intensa esistenza terrena di don Salvatore Antonio Siciliano ebbe inizio a Sant’Anna di Seminara, dove nacque, il 7 luglio 1939, da Francesco e da Calabrò Angela.
Dopo gli studi umanistici di base, iniziati in prima media, nel Seminario Vescovile di Mileto, gli studi filosofici e teologici e la formazione spirituale e umana effettuati brillantemente presso il Pontificio Seminario “Pio XI� di Reggio Calabria, fu ordinato Sacerdote da Mons. Vincenzo De Chiara, Vescovo di Mileto, il 29 giugno 1965, nel vivo dello svolgimento di quella grande primavera della Chiesa che fu il Vaticano II (1962-1965). 
E il genuino spirito del Concilio segnò profondamente e guidò intensamente la vita ed il ministero sacerdotale di don Antonio.
Numerosi e significativi furono gli incarichi da lui svolti a servizio del Regno di Dio: Animatore nel Seminario Vescovile di Mileto (1965-1966); Vicario parrocchiale della Parrocchia di San Nicola di Palmi (1966-1970); Docente di Religione negli Istituti scolastici statali e nell’Istituto di Scienze Religiose per diversi anni e di Lingua francese presso il Liceo Classico “San Paolo� di Oppido Mamertina; Rettore del Seminario Vescovile di Oppido Mamertina (1974-1976); Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano (1976) e dell’Ufficio Diocesano della Pastorale del lavoro (1982-1995); Consulente etico del Consultorio Familiare Diocesano; Vicario foraneo; Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori.
Dal 13 settembre 1970 al 7 maggio 2009, per ben 38 anni e 6 mesi, fu Parroco di Sinopoli, ultimo ad essere nominato con l’antico titolo di Arcidiacono dell’antica ed insigne Collegiata di Santa Maria delle grazie. Da Parroco, don Antonio si è sforzato di «camminare» con il Popolo a lui affidato, in un territorio e in un contesto carico di entusiasmanti prospettive ma anche di grandi e gravi difficoltà, «sulle vie della meravigliosa vita cristiana». Con il gruppo delle Catechiste, il Coro, i Comitati per le feste, i giovani, i ragazzi e i bambini della Parrocchia, don Siciliano ha portato avanti il difficile impegno dell’evangelizzazione, «con grande slancio e gioia», nella volontà di «volere bene sempre, sinceramente e dal profondo del cuore tutti, senza mai fare alcuna distinzione» perché riconosceva e considerava tutti come «fratelli in Cristo». Iniziative sacramentali e religiose ma anche a carattere sociale e culturale, hanno caratterizzato il fecondo servizio pastorale del benemerito Sacerdote: il festoso Carnevale, organizzato con le Catechiste; le suggestive fiaccolate del 31 dicembre; i momenti di formazione e di gioco presso l’Oratorio che volle intitolato al Padre Geremia, religioso sinopolese morto in fama di santità, sono alcuni dei tanti momenti espressione della sua poliedrica iniziativa. Frutto duraturo di questo ministero, oltre ai molteplici e non meno importanti frutti “ordinari�, la vocazione sacerdotale di don Giuseppe Sabato, oggi Parroco di Molochio.
Ma don Antonio Siciliano fu anche sottile teologo, profondo conoscitore e predicatore della Sacre Scritture, efficacie e preparato docente di molteplici discipline. Questo suo prezioso servizio - vocazione nella vocazione - si espletò sulla cattedra ma anche attraverso la sua feconda e profetica attività giornalistica e letteraria. Questo colto sacerdote fu, infatti, anche il benemerito Direttore generale, per diversi lustri, del periodico diocesano, nato il 24 gennaio 1993, con un titolo di chiara e significativa ispirazione biblica: «Acqua viva». Esso nasceva – secondo quanto scriveva lo stesso don Antonio - «per un bisogno interno di esprimersi, di dialogare, di farsi presente, di scendere in piazza, secondo le regole dei tempi nuovi», della nostra Chiesa locale e delle sue componenti. Acqua viva, secondo le esplicite e significative intenzioni dei suoi fondatori, desiderava offrirsi come «un ulteriore servizio di annuncio, di stimolo delle coscienze, d’informazione, di confronto fraterno, di costruzione di comunione a largo raggio». Don Siciliano, intravedendo profeticamente l’utilità di uno strumento semplice ma potente, unitamente al compianto Direttore responsabile, don Pietro Franco - che del periodico sarà a lungo l’attento e competente curatore - innalzava «un inno di grazie a Dio» e a quanti avevano contribuito alla nascita di Acqua viva, espressione efficace di «una importantissima decisione, non potendo più, la nostra Chiesa, ignorare questi potenti mezzi di comunicazione di massa». E questo cercò e riuscì ad essere il nostro periodico nel corso della sua intensa, attenta e quasi ventennale attività. A collaborare con la Redazione non saranno solo Sacerdoti ma, negli anni, appariranno molte firme prestigiose del Laicato cattolico e del Giornalismo della Piana. Tanti giovani passeranno dalle fila del periodico diocesano alle redazioni dei più diffusi giornali locali. L’accoglienza di Acqua viva fu entusiasmante: già al sesto numero si passò dalle iniziali 1000 alle 4000 copie stampate e distribuite. Il giornale si occuperà non solo di tematiche religiose ed ecclesiali ma anche di etica, politica, dottrina sociale, morale, storia, arte, culto; darà voce al Magistero dei Vescovi e commenterà i testi papali e della CEI; si occuperà dei Movimenti ecclesiali e dei Convegni pastorali diocesani. Particolarmente importanti saranno le pagine “speciali� dedicate alla vita ed alla pastorale di alcune Parrocchie e riuscitissime le interviste per l’approfondimento dei problemi sociali a diversi Sindaci dei principali Comuni della Piana. Inoltre, il 31 gennaio 1995, la Redazione annunciava la nascita di Acqua viva-Cultura, una «rivista trimestrale di cultura religiosa».
A coronamento della sua esistenza sacerdotale e del suo servizio ministeriale, don Antonio Siciliano ebbe, come misterioso dono dell’Unico e Sommo Sacerdote, la partecipazione alla Croce del suo Signore, all’ombra della quale egli seppe vivere gli ultimi anni della sua vita, amorevolmente curato ed assistito dall’Equipe e dal personale della Residenza Sanitaria Assistenziale “Don Giuseppe Loria� di Tresilico.
Ieri, nel vespro mirabile dell’ultima Domenica di settembre, ecco finalmente la ricompensa: «Vieni, Servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Padrone» (Mt 25, 21).
 
Sac. Letterio Festa
                                                                                                                      Direttore

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