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Mercoledì 21 Novembre 2018

L'Ordinazione Diaconale di Francesco Muratori   versione testuale


Lunedì 22 ottobre nella Cattedrale-Santuario Maria SS. Annunziata di Oppido Mamertina, alla presenza del clero diocesano e di numerosi fedeli provenienti anche dalle Parrocchie di Cittanova e dalla Parrocchia Santa Famiglia in Palmi, nella solenne concelebrazione presieduta dal nostro Vescovo Mons. Francesco Milito e animata dal coro diocesano diretto dal Maestro don Domenico Lando, l’accolito Francesco Muratori è stato ordinato diacono.

Il nostro Vescovo nell’omelia ha indicato come un mese di grande grazia quello che da settembre alla fine di ottobre sta vivendo la nostra Diocesi e che ha visto alcuni nostri seminaristi ricevere i ministeri istituiti del Lettorato e dell’Accolitato in vista del sacerdozio e domenica sera i candidati quello del Lettorato in vista del Diaconato permanente.

"Questa sera – ha detto il Vescovo – dai gradini ci portiamo alla base dell’altare perché il diacono sta vicino al celebrante, vescovo innanzitutto e sacerdote, unito dalla stesso sacramento, anche se nel grado minore".

Il Vescovo ha indicato poi le dimensioni che caratterizzano questa celebrazione, la dimensione ecclesiale, la dimensione cristica e la dimensione mariana.

La prima suggerita dalla prima lettura dal Libro dei Numeri che fa comprendere come ogni chiamato lo sia in funzione degli altri: norme precise, luoghi, comportamenti che evidenziano la dimensione assembleare di tale ministero con il diacono che questa sera si sposa con la Chiesa, con una promessa che dimostra come sia serio e autentico l’impegno di essere fedele, grazie anche alla formazione ricevuta che lo rende sempre più cosciente del legame che lo lega a Gesù e alla sua Chiesa.

La seconda dimensione, quella del senso cristico, perché Cristo è lo sposo della Chiesa e come Cristo ha amato la Chiesa, così il diacono deve amare e servire la Chiesa. Riferendosi al Vangelo di Luca il Vescovo ha sottolineato lo stretto parallelismo con il Vangelo di Marco di domenica che, di fronte al dramma di Gesù che annuncia la sua passione e la sua morte, chi gli sta vicino non capisce niente perché è intento a discutere chi tra loro sia il più importante. "C’è da restare sconcertati" ha evidenziato il Vescovo, ricordando che nella Chiesa non si viene eletti per essere riferimenti di prestigio, non si assumono ruoli o incarichi per manie di grandezza e non si viene scelti per essere i primi della classe: "La logica di Dio – ha sottolineato il Vescovo – non è quella del potere umano". Rivolgendosi poi a don Francesco ha affermato che l’eco di Luca del Vangelo di domenica deve diventare per lui una consegna ricordandosi l’esempio di Gesù: "Voi mi chiamate Maestro e Signore... ma poi chi è il vostro signore?  Il vostro io?". Questo vale in modo particolare per il diacono che assume proprio l’impegno di essere servo: "Questa è la logica del Vangelo - ha sottolineato il Vescovo - che ci apre alla terza dimensione, quella mariana". Maria, infatti, quando comprende di essere chiamata dice proprio questo: "Ecco la diaconessa, l’ancella, la serva del Signore".

Il Vescovo ha poi affermato di aver voluto questa celebrazione nel mese di ottobre per il forte legame che lega Francesco alla Madonna del Rosario con il mese di ottobre che per Cittanova è il mese per eccellenza della Parrocchia e della comunità "e questo – ha aggiunto il Vescovo – ti aiuta a capire meglio cosa vuol dire essere servo, essere diacono".  Riferendosi poi alla prosecuzione del suo servizio nella Parrocchia della Santa Famiglia in Palmi il Vescovo ha evidenziato come don Francesco potrà così vivere in modo specifico questa vocazione, aiutato in questo dall’esempio di san Giuseppe che può essere definito quasi un "arcidiacono" per la sua umiltà, il suo silenzio e la sua disponibilità, in questo aiutato dalla grazia specifica del sacramento dell’Ordine che pone il consacrato sotto la protezione di Dio donandogli una forza grandissima.

Il Vescovo ha infine invitato don Francesco a ricambiare la fiducia che la Chiesa ripone in lui vivendo per la comunità e per il Signore come Maria, preparandosi alla prossima tappa del presbiterato che sarà un’assimilazione più forte al Signore se questo tempo sarà vissuto con tanta umiltà.

Assicurando al nuovo diacono le preghiere sue e delle sue comunità di riferimento e riferendosi al tempo particolarmente avverso della serata ma ricordando il detto "sposa bagnata sposa fortunata", il Vescovo ha augurato a don Francesco di essere come l’acqua... buona. L’ultimo riferimento al suo recente pellegrinaggio all’Aparecida insieme ad alcuni sacerdoti della Diocesi riflettendo come una piccola statua sia in grado di spingere l’intero Brasile, pregando e mettendo nelle mani di Maria potente per grazia e ricca di cuore la protezione della nostra Diocesi.

 Cecè Caruso

 


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