Facebook 
      Sei qui:
 Home » In evidenza » La Religione e la sfida delle competenze 
Mercoledì 21 Novembre 2018

La Religione e la sfida delle competenze   versione testuale


Nei giorni 22- 23 e 24 Ottobre, presso l’Hotel Savant di Lamezia Terme si è svolto il Corso Regionale di Aggiornamento degli Insegnanti di Religione Cattolica, dal tema: "LA RELIGIONE E LA SFIDA DELLE COMPETENZE", al quale hanno partecipato trenta docenti di Religione Cattolica di ogni ordine e grado di scuola, formatori nelle Diocesi della Regione, che suddivisi in cinque gruppi, hanno svolto tre laboratori, restituendo il contenuto delle relazioni.

Ha avviato i lavori il Direttore del Corso e Responsabile del Servizio Regionale per l’IRC della Regione Ecclesiastica Calabra don Emanuele Leuzzi e ha relazionato il Prof. Carmine Matarazzo, professore di Filosofia dell’Educazione presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, dove è Direttore dell’Istituto di Scienze Pastorali.

Le tematiche oggetto delle relazioni sono state:

  • L’IdRC parte attiva dei cambiamenti che hanno segnato la scuola italiana.
  • Le modalità con cui l’IdRC ripensa se stesso.
  •  La coscienza del potenziale straordinario racchiuso nell’IRC e la responsabilità educativa dell’IdRC.
  • Le coordinate antropologiche e il potenziale pedagogico dell’IRC.
  • Disorientamento etico-valoriale del nostro tempo.
  • La proposta di educazione alle problematiche bioetiche per una didattica metacognitiva.

E’ intervenuto S. E. Mons. Vincenzo Bertolone, Presidente della Conferenza Episcopale Calabra che ha illustrato la nozione di "competenza" come il livello di uso consapevole e appropriato di tutti gli oggetti di apprendimento, sottolineando come l’IRC, nella scuola italiana mira alla formazione della persona e pone al centro dell’azione educativa lo studente, in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici,spirituali e religiosi, per realizzare un progetto educativo e didattico valido non per individui astratti ma per persone concrete che hanno un proprio vissuto, si pongono interrogativi e vanno alla ricerca di significati.

Anche il Vescovo della città di Lamezia Terme, Mons. Luigi A. Cantafora ha rivolto ai partecipanti il suo affettuoso saluto, invitandoli alla testimonianza di vita cristiana e all’impegno educativo nelle scuole, per trasmettere il valore storico-culturale della Religione Cattolica.

Il relatore con competenza e passione notevoli, ha presentato il tema educativo con riferimento particolare alla famiglia e alla scuola, cui tocca il compito di accogliere la complessità per rigenerare un ethos collettivo, capace di superare tutte le situazioni di disagio: la famiglia con le sue incapacità educative, la sua solitudine, le sue percezioni negative del sé e la scuola che oltre a trasmettere il patrimonio culturale del passato deve far fronte alla domanda di conoscenze e capacità professionali, ai rapidi cambiamenti economici e produttivi, istruendo più sul "come fare" che sul senso delle scelte di vita e sul "chi essere". In tale scuola, il ruolo del docente diventa quello di un semplice trasmettitore di nozioni e di competenze, un facilitatore dell’apprendimento, piuttosto che un "maestro di cultura e di vita", come il professore auspica e invita e fare.

Tante domande che hanno riproposto l’emergere della questione educativa come questione del futuro, come scommessa del futuro, delle nostre società e chiese, una questione però che risente di una più ampia questione antropologica. Se l’educazione viene meno, viene meno il senso stesso della vita, perché educare significa partecipare la "gioia di vivere". E’ quel compito che chiede collaborazione e alleanza tra le generazioni, anzi che passa da generazione a generazione. Le nuove generazioni hanno diritto all’educazione e al mantenimento in vita, questo è un vincolo morale e sociale. L’educazione include tutti i soggetti sociali, in primis la famiglia e la scuola.

Alla scuola si chiede che il "soggetto docente" e il "soggetto alunno" vengano fuori nel progetto educativo. E’ questo il ruolo fondamentale che la scuola deve recuperare. La scuola deve riappropriarsi della sua funzione educativa, ad essa e ai docenti si chiede di intraprendere la "via del cambiamento", recuperando la propria identità, uscendo dalla chiusura dell’epistemologia delle singole discipline ed aprendosi alle scelte valoriali.

A conclusione dei lavori, la dottoressa Rosanna Barbieri ispettrice dell’U.S.R.C. ha portato il saluto della dott.ssa Maria Rita Calvosa – Direttore Generale dell’U.S.R. per la Calabria – la quale, ha ulteriormente ribadito la necessità di recuperare e far maturare negli studenti quei valori universali che prescindono dall’appartenenza e ha invitato i docenti di Religione Cattolica ad adoperarsi nella scuola per creare occasioni d’incontro con le famiglie e insieme prendersi cura dell’educazione e della formazione  del minore in crescita.

 

 

Servizio Regionale IRC

della Conferenza Episcopale Calabra




Condividi su:
Facebook  Twitter  Technorati  Delicious  Yahoo Bookmark  Google Bookmark  Microsoft Live  Ok Notizie
Copyright © 2017 Diocesi di Oppido Mamertina - Palmi - info@diocesioppidopalmi.it

Sezione News: Supplemento online di AcquaViva - Reg.Trib. di Palmi nr. 66/1993
Powered by Lamorfalab Studio Creativo