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Mercoledì 21 Novembre 2018

Ordinazione Diaconale a Firenze di Francesco Scutellà   versione testuale


Nella bellissima e maestosa Cattedrale di Firenze, sotto la cupola del Brunelleschi, il 4 novembre scorso, memoria di S. Carlo Borromeo patrono dei seminaristi, alla presenza di numerosi sacerdoti, diaconi e fedeli di Firenze e di Delianuova, è stato ordinato diacono, dal Cardinale Giuseppe Betori, il bravo giovane Francesco Scutellà, originario di Delianuova incardinato nella diocesi fiorentina. Francesco dopo gli studi universitari, già inserito nel Cammino Neocatecumenale, ha sentito la vocazione al sacerdozio, ed è quindi entrato nel Seminario "Redemptoris Mater" di Firenze all’interno del quale si è formato negli studi filosofici e teologici per ben otto anni. L’indole pacifica e buona di Francesco e la formazione anche religiosa ricevuta in famiglia, hanno fatto di questo bravo giovane deliese un diacono pronto al sacerdozio, entusiasta della chiamata ricevuta e pronto con tutto il cuore alla missione che il Signore gli affiderà. Presenti all’Ordinazione un centinaio di fedeli di Delianuova, i familiari, le sue comunità neocatecumenali di Delianuova e di Firenze, il diacono deliese Franco Frisina e Don Giancarlo Musicò, viceparroco di Delianuova, che ha avuto l’onore di vestire della stola e della dalmatica il neo diacono. Il cardinale Betori nella bellissima omelia di Ordinazione ha sottolineato l’importanza del servizio nella Chiesa e nel Culto Divino, servizio al quale sono chiamati specialmente i diaconi, espressione sacramentale della "diaconia" nella Chiesa di Cristo. Alla fine dell’Ordinazione il neo diacono è stato atteso nella piazza antistante la Cattedrale per una stand ovation di applausi e canti per poi finire la festa con il rinfresco offerto dal Cardinale Betori presso il Seminario Arcivescovile. Nella immaginetta-ricordo dell’Ordinazione Francesco ha voluto mettere questa frase del profeta Isaia: "Non siate ansiosi e non temete: non è forse già da molto tempo che te l’ho fatto intendere e rivelato? Voi siete miei testimoni: c’è forse un dio fuori di me o una roccia che io non conosca?" (Is 44,8); frase che compendia la sensibilità e il cuore di questo giovane deliese chiamato da Dio per fare della sua vita un capolavoro di grazia e di santità.

 

Don Giancarlo Musicò






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