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Lunedì 10 Dicembre 2018

Monsignor Antonio Parisi ospite della prima festa dei cori della diocesi   versione testuale


 La Prima festa dei cori della diocesi battezzata "Insieme per Santa Cecilia", nel giorno della ricorrenza della patrona della Musica, non poteva non aprirsi con un canto: "Comunione è speranza" del maestro Antonio Parisi, membro della Consulta dell’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il quale giovedì pomeriggio è stato ospite della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi nelle vesti di relatore e direttore musicale. In un clima di festa, monsignor Parisi ha diretto centinaia di cantori nella Chiesa della Santa Famiglia di Palmi alla presenza di monsignor Francesco Milito, vescovo della diocesi di Oppido mamertina-Palmi. «Il canto è liturgia». Con una frase di Paolo VI, monsignor Parisi ha aperto la sua catechesi di musicologia liturgica, introdotta da don Domenico Lando, direttore del coro della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e responsabile della Scuola di Musicologia Liturgica annessa all’Istituto Superiore di Teologia Pastorale Giovanni XXIII diretto da don Mimmo Caruso. Parisi ha spiegato ai direttori e ai coristi nell’auditorium della parrocchia, che cos’è il canto liturgico e il perché cantare nella liturgia, dove in gran parte c’è l’azione sonora, affermando che il canto liturgico è canto – preghiera, un canto che durante la funzione liturgica si fa strumento del mistero, e non è una circostanza, è espressione della stessa liturgia, il canto contiene e manifesta gli eventi misterici e interiori che si perpetrano nella celebrazione eucaristica. Per cantare per Gesù con arte e raggiungere quell’armonia tra liturgia e musica c’è bisogno di formazione e partecipazione vera alla liturgia. «La prima forma di partecipazione al mistero è il silenzio, il secondo grado è l’ascolto, il terzo è l’acclamazione», ha detto il maestro Parisi, il quale si è rivolto  ai cantori, definendoli, «i sacerdoti della musica perché cantare è qualcosa di più profondo, il canto è un segno di natura sacramentale». Lo stesso ha poi elencato gli aspetti principali della musicologia liturgica, dallo studio dei repertori alla conoscenza dei testi della Parola, soffermandosi su una delle funzioni primarie dell’attività musicale a livello sociale e psicologico, che è quella di creare e formare le persone e la comunità. Il motivo è semplice. Quando cantiamo usciamo dalla nostra solitudine e dalla nostra chiusura, entriamo in uno stato di comunicazione con il nostro essere e con gli altri attraverso un linguaggio comune a tutti, sono i momenti della nostra umanità. «Il canto crea bellezza, socializzazione, gruppo, emozione, e all’interno della liturgia sviluppiamo anche cultura», ha asserito don Parisi, che ha descritto il ruolo degli attori della messa, "organizzata", l’assemblea che ha bisogno di essere sostenuta dal coro, il sacerdote celebrante, il quale deve conoscere la liturgia, il diacono, il lettore, il salmista, il cantore guida, «il piccolo Bach» e gli strumentisti. Infine, con allegria, monsignor Parisi ha suggerito ad ogni corista di scrivere una canzone per la propria vita ed ha concluso il suo intervento con una espressione della Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, «perciò la musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all'azione liturgica». Monsignor Milito, anima della manifestazione, colui che incoraggia, stimola e sostiene l’apprendimento della musica rappresentato dal coro della diocesi, una realtà importante e presente, si è soffermato sul significato del Messale e dei Praenotanda, scandendone l’importanza nella liturgia. Dopo la relazione di monsignor Parisi, i coristi con i maestri si sono trasferiti in chiesa per animare la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Milito, al termine, lo stesso Parisi ha accompagnato i cantori che hanno eseguito i suoi brani. Hanno aperto i concerti i cori uniti con Cieli Stillate, un ensemble di voci maschili ha cantato Vieni, Signore, a salvarci, il coro dei piccoli che ha suscitato più applausi ed emozioni genuine, ha intonato Ti aspetto, le voci femminili si sono esibite in Santa Maria Donna Bellissima, Ubi Caritas, mentre un ensemble di direttori di coro ha cantato Tu sei il mio mattino e Anima Christi. C’è stato anche un fuori programma, il coro dei sacerdoti, tra cui il vicario generale don Giuseppe Varrà, il cancelliere don Mimmo Caruso, il segretario del vescovo don Antonio Nicolaci, il maestro don Domenico Lando, don Giuseppe Sofrà, parroco della chiesa della Santa Famiglia, i quali con i diaconi Francesco Muratori, Rosario Carrozza, Giuseppe Capitò, Rocco Giannetta, Francesco Multari, hanno cantato Come Incenso. La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione ai responsabili dei cori e il taglio della torta per sugellare un momento di gioia e crescita umana e spirituale.

Kety Galati






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