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Lunedì 17 Giugno 2019

All’Ente Germanò un presepe molto speciale   versione testuale


Ogni anno all’Ente Germanò, il Santo Natale è l’occasione per offrire a tutti gli ospiti  un momento di gioia, di  condivisione e di pace. E’ la ricorrenza che  più di ogni altra assume una molteplicità di valori e significati  nella vita di ognuno. Tutti sono coinvolti. Dalle persone agli ambienti  che si aprono ad accogliere  la nascita di Gesù.

Per rendere lode al Signore e per ricordare il nostro  caro Don Bruno, abbiamo pensato di realizzare un presepe vivente, per ripartire dai più deboli con un messaggio di speranza e unità per tutte le genti. Ci siamo ispirati al presepe di San Francesco  che esaltava la povertà, onorava la semplicità, lodava l’umiltà. Una esperienza autentica e concreta che ha visto  tutti impegnati per un unico scopo. Ognuno ha  collaborato per la buona riuscita dell’evento: il personale, tutti gli ospiti dell’ente e le  loro famiglie. Il presepe è stato ubicato a Oppido nei locali dell’ex  Orfanotrofio.  Abbiamo utilizzato sette stanze e interpretato undici scene.  La prima è stata l’ Annunciazione dell’Angelo a Maria, per continuare con  l’osteria, il mercato, il mercante di stoffe,  il fornaio, il falegname, il fiume con la lavandaia, il castello di  Erode, la venditrice di uova, la raccoglitrice di olive in rappresentanza della nostra terra, infine la capanna ed i Magi al seguito di una stella.

Abbiamo composto il nostro presepe pensando alla storia di ognuno dei nostri ospiti, così a Marinella è toccato di fare la madre di Dio. Anche lei come Maria ha vissuto il più grande dei dolori, la perdita di un figlio. I suoi tre figli le sono stati strappati e dati in adozione perché troppo povera.

Adesso Marinella, nel nostro presepe finalmente ha trovato una casa e la speranza di una famiglia ritrovata. In questa nuova casa l’uomo è un padre giusto. Un falegname che conosce l’amore e la dolcezza.

E siamo giunti così al  giorno tanto atteso. Tutti insieme, malati, anziani, disabili, accompagnati dal personale si  avviano verso la grotta. Ognuno porta il proprio dolore, il pregiudizio, le paure, l’ esclusione. Assieme  superano le barriere architettoniche e i pregiudizi per raggiungere  il tenero sguardo di quel bambino, per abbandonarsi tra le sue braccia e per specchiare i loro mali nella sua santità, perché c’è qualcosa di Dio in ogni uomo, c’è santità in ogni vita.

Alla fine ci sono gli Angeli. Non sapevamo chi mettere  nel nostro presepe. Avevamo un solo angelo, quello dell’Annunciazione. Una ragazzina dolcissima e bellissima dai grandi occhi scintillanti di bontà e amore, Pia.

Poi abbiamo pensato a degli angeli veri. E chi meglio di loro. Uomini e donne dal grande cuore, il personale dell’Ente,  che lavorano e lottano ogni giorno a fianco di chi e stanco, solo, abbandonato, anziano, senza più speranza, uomini e donne che danno da mangiare , da bere, che accolgono, che visitano, che consolano, che curano, che accarezzano, che costruiscono legami d’amicizia, che amano. Sono gli operatori, gli infermieri, la Suora, i medici, i terapisti, gli Assistenti Sociali, gli Educatori, i cuochi, i collaboratori che sono  fedeli al proprio ruolo. Che ci sono sempre.

Alla fine, il nostro presepe è pronto per essere visitato. Un presepe fatto di tanta umanità, provato dalla vita, ma vivo.

Attraverso la rappresentazione del Santo presepe abbiamo voluto ripercorrere la via del vangelo, considerare gli altri come fratelli, far riscoprire il senso dell’uguaglianza e della giustizia, restituire la speranza a chi è vecchio e  ammalato, la fiducia a chi è giovane o disabile, l’ottimismo a chi cerca una via d’uscita ai tanti perché negativi della vita.


Donatella Grillo 

 






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