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Lunedì 20 Maggio 2019

Il Vescovo presiede la Celebrazione Eucaristica presso il Tribunale Civile di Palmi in preparazione alla S. Pasqua   versione testuale


 

Lunedì 15 aprile nell’Aula "ex Corte d’Assise" del Tribunale Civile di Palmi il Vescovo ha presieduto la Celebrazione Eucaristica organizzata come ormai consuetudine dall’Unione Giuristi Cattolici Italiani Sezione "Felice Battaglia" nell’imminenza della Pasqua, in presenza del Delegato ecclesiastico diocesano don Mimmo Caruso, di numerose autorità tra cui la Presidente del Tribunale, il Sindaco, il Commissario Capo del Commissariato di Polizia, il Capitano del Comando della Compagnia dei Carabinieri, una rappresentanza di Avvocati, i Giuristi cattolici e una classe del Liceo. Nel manifesto di richiamo i Giuristi cattolici hanno fatto riferimento ad alcuni discorsi di papa Francesco che ricordano che la volontà di Dio è quella di salvare coloro che si sono persi. È per questo che Lui è vicino a ciascuno di noi con il suo amore per condurci per mano alla salvezza.

Nell’omelia il Vescovo richiamando l’orazione della messa del giorno in cui la Chiesa chiede a Dio onnipotente che sull’umanità sfinita dalla sua pesantezza mortale, la passione del Signore possa essere di conforto, si è chiesto come è possibile che chi è sfinito di stanchezza mortale possa ricevere aiuto da chi sta per morire. è perché colui che sta per morire sa di essere già risorto, quindi, la chiesa chiede la grazia del Risorto sull’umanità che deve risorgere.

Traendo spunto dal Vangelo del giorno il Vescovo ha fatto riferimento ai diversi atteggiamenti nei confronti del Signore che si evidenziano: il comportamento dell’odio forte, dell’amore fortissimo, della curiosità sempre presente e l’impeto dell’invidia. “L’amore forte - ha evidenziato il Vescovo  -  lo rappresenta Maria con il gesto inusuale di spargere sui piedi di Gesù un olio profumatissimo e costosissimo compiendo così un gesto in cui la sua sudditanza d’amore è meravigliosa e il suo non avere limiti - trecento grammi di nardo non erano un  prezzo da poco - è ancora più meraviglioso, asciugandoli poi con i capelli, anticipando nel segno dell’amore un altro segno di Gesù che farà di lì a qualche giorno sempre nel contesto di cena: la lavanda dei piedi".

Il secondo atteggiamento evidenziato, quello di Giuda, il quale ama non Gesù, perché il suo Gesù è il denaro e il suo tradimento è la negazione dell’amore, per un interesse privato e non per la motivazione peraltro valevole di spendere i soldi per i poveri perché a Giuda, come commenta Giovanni, dei poveri niente gli interessava, perché era ladro.

Il terzo atteggiamento è di curiosità, quello della gran folla dei Giudei accorsi per vedere Lazzaro che Gesù aveva risuscitato dai morti che ricorda che spesso nei confronti della fede e della religione si possono avere comportamenti di ricerca e di attenzione, e la curiosità arriva più di una volta a desiderare segni concreti.

Infine la quarta reazione, quella di coloro che di fronte alle prime tre realtà perdono la pazienza o meglio “scoppia la loro impazienza per dire adesso basta, questo tizio non può state in mezzo a noi".

Il Vescovo ha poi invitato tutti a riflettere e a riferire alla propria vita i quattro atteggiamenti evidenziati, e riprendendo la preghiera della colletta ha sottolineato come essa esprima sia la condizione di chi sganciato da Dio è come una persona battuta a terra o di chi per la sua sfinitezza riconosce il suo limite morale e interiore e per questo prega che la Passione del Figlio dia forza alla nostra finitezza: una preghiera quindi ricca di speranza, di grande fede, di grande apertura.

Avviandosi alla conclusione il Vescovo ha inviato a pregare per tutti coloro che in questo tribunale hanno il compito difficilissimo di amministrare la giustizia partendo dai valori, avendo per ogni persona l’attenzione particolare che merita l’essere umano.  E questa è stata la sua consegna finale, quello di vivere sempre un rapporto sempre più umano, un modo bello questo per dire agli altri che si può essere vicini come esseri umani e l’augurio per una buona e santa Pasqua “da vivere in pienezza oggi, nel tempo pasquale e per tutta la vostra vita e così sia".

 

Cecè Caruso




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