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Sabato 20 Luglio 2019

Il Vescovo celebra la messa presso la MCT al Porto di Gioia Tauro nell’imminenza delle feste pasquali   versione testuale


Mercoledì 17 aprile, il nostro Vescovo Mons. Francesco Milito ha celebrato la messa nella zona ristoro dei dipendenti del Medcenter Container Terminal al porto di Gioia Tauro accolto con manifestazione di gioioso affetto da tutti i presenti.

 Il Vescovo nell’omelia si è riferito al momento che la Chiesa sta vivendo in questa settimana santa i cui testi della liturgia sono intrisi di due sentimenti molto espliciti, il primo quella della sofferenza di chi sa che è destinato a fare una fine ingloriosa, ignominiosa e ingiusta, il secondo quello della consapevolezza che questa fine sarà l’inizio di un altro tipo di storia, quella vera che vedrà Dio vittorioso sulla malizia degli uomini.

Richiamando il terzo e il quarto canto del Servo del Signore il Vescovo ha sottolineato come in essi ci sia la sintesi della missione salvifica di Cristo che dona la sua vita per la salvezza del mondo. Su questo duplice sentimento si innesta il richiamo all’atto finale della vita di Gesù, il processo davanti al Sinedrio e a Pilato che rappresenta l’apice di una avversione, di una congiura, di un complotto nei suoi confronti, iniziati dal potere religioso da quando Gesù incomincia la sua missione di solo di bene sia a livello fisico e sia a livello spirituale per illuminare le menti secondo Dio.

In questo contesto c’è sempre qualcuno che presta agli altri il fianco e quello che più disorienta che a fare questo sia uno dei discepoli di Gesù, Giuda, cioè uno che era in contatto fisico con Gesù, anche se è molto evidente che spesso si può stare fisicamente vicini ma lontani psicologicamente, pensiamo all’ambiente familiare in cui spesso possiamo essere fisicamente vicini ma lontanissimi da una comunione di vita.

Il Vescovo si è domandato a questo punto cosa abbia potuto spingere Giuda a tradire Gesù: la delusione?  Il bene del popolo? Motivi economici? Per che cosa lo ha fatto? "Difficile rispondere - ha commentato il Vescovo – ma una cosa è certa. Siamo di fronte a uno che pur vivendo accanto a Gesù non si era mai incontrato con il Signore, con l’amore". Invitando a domandarsi se anch’io posso essere Giuda, fermandomi nelle scelte radicali al mio io, a ciò che mi ritorna utile, Sua Eccellenza ha evidenziato come anche noi possiamo cadere in questo gioco perfido ogni volta che non riusciamo ad incontrarci con il Signore e lo barattiamo per pochi soldi, soprattutto quando non riusciamo ad entrare nella pienezza del suo mistero, per quel male che portiamo a noi e alla storia, vivendo in modo difforme da ciò che siamo. "Questo esame di coscienza vicino, accanto a Giuda - ha sottolineato il Vescovo – ci aiuta a prepararci alla Pasqua nel modo più vero cercando di vivere in pieno il mistero della morte e risurrezione del Signore, vivendo anche noi da risorti, per portare nella storia il meglio, riflettendo soprattutto sulla dimensione sociale del peccato".

Il Vescovo ha inviato per questo a vivere bene questi giorni, nell’umiltà, nella richiesta di perdono, nell’accoglienza, partecipando alla celebrazione del giovedì santo che con la lavanda dei piedi ci richiama a questi gesti di umiltà, all’azione liturgica del venerdì santo, alla via Matris e soprattutto alla veglia pasquale per comprendere il senso profondo del cristianesimo che è soprattutto esperienza dell’incontro con il Risorto.

Nel concludere augurando una pasqua ricca di tanta luce e di tanta forza operativa, il Vescovo ha invitato tutti ad affidarsi al Signore "forza che ci sostiene in tutte le cose da fare anche nel mondo del lavoro, anche nel Porto, perché Cristo è morto per la salvezza di tutte le realtà".

Alla fine della celebrazione l’Amministratore delegato uscente della MCT Dott. Testi ha ringraziato il Vescovo per la sua presenza di speranza augurando per il Porto di Gioia Tauro un futuro più rassicurante e di rilancio della struttura.

Cecè Caruso


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