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Lunedì 23 Settembre 2019

L’immissione canonica del nuovo Parroco don Giovanni Bruzzì nella Parrocchia San Nicola, Cattedrale-Santuario Maria SS. Annunziata, in Oppido Mamertina   versione testuale


 

La sera del 3 settembre ha fatto il suo ingresso nella Cattedrale-Santuario di Oppido Mamertina, Parrocchia di San Nicola, il nuovo Parroco don Giovanni Bruzzi, accompagnato dal nostro Vescovo, Mons. Francesco Milito, e accolto dall’applauso festante dei fedeli presenti.

La solenne concelebrazione del rito di immissione canonica è stata presieduta dal nostro Vescovo, alla presenza dei numerosi sacerdoti e diaconi intervenuti e dei fedeli convenuti anche da Cittanova e dalle parrocchie di Cosoleto, Acquaro e Sitizano, luoghi del precedente incarico di don Giovanni.

Subito dopo la presentazione del nuovo Parroco, un membro della comunità parrocchiale, ha ringraziato don Letterio Festa, precedente parroco, nominato Parroco Moderatore della Parrocchia San Girolamo in Cittanova e ha dato il benvenuto a don Giovanni augurandosi che con il nuovo parroco si instaurino rapporti di sincera collaborazione in spirito di carità e comunione improntati sul comandamento di Gesù dell’amore vicendevole.

Don Giovanni, profondamente commosso, è intervenuto ricordando il suo primo giorno di seminario a Oppido insieme al presente e pure lui commosso don Francesco De Felice, tutti i suoi formatori e padri spirituali. Ha ringraziato don Letterio Festa, sottolineando il suo zelo e la sua passione nella guida della parrocchia, affermando che mai avrebbe immaginato di ritornare a Oppido da parroco della cattedrale e padre spirituale del seminario il cui compito è quello di essere spirituale, cioè di far posto allo Spirito Santo. Rivolgendosi ai fedeli della Parrocchia don Giovanni ha affermato "Vengo in mezzo a voi per servire, per essere padre di tutti, per curare i deboli e i poveri in particolare ma soprattutto per annunciare il Vangelo del Signore: non ho nulla da donarvi se non Cristo crocifisso e risorto e la possibilità di sperimentare la sua persona vivente nella Chiesa suo mistico Corpo".

Nell’omelia il Vescovo accostando il nome di don Giovanni a quello del Battista ha  affermato che don Giovanni, come da lui stesso evidenziato nel suo intervento programmatico, viene in questa nuova parrocchia a rendere testimonianza alla Luce.

Il Vescovo ha poi richiamato la figura di Gregorio Magno nel giorno della sua memoria, vissuto in un tempo particolarmente problematico per la Chiesa e per l’Italia, sottolineando che, come ha fatto lui, quando il Signore chiama da un ufficio ad un altro, bisogna dire di sì anche se il nuovo incarico è fonte di problemi e difficoltà. Il Vescovo ha così augurato a don Giovanni di essere come il Buon Pastore, che non solo custodisce ma anche protegge e si prende cura del gregge pur nella gravosità dell’impegno. A don Giovanni il Vescovo però ha chiesto di essere un pastore missionario, perché accanto alle pecore che stanno nell’ovile ci sono quelle che sono ai margini o fuori dalla Chiesa, e un pastore deve fare tutto quello che può fare per raggiungere queste persone e di perseverare nella preghiera in ogni circostanza per chiedere al Signore la sapienza dello Spirito, la soavità e la fortezza indispensabili per il bel campo di lavoro che lo attende, la parrocchia, la cura della Chiesa della Diocesi e del Vescovo, la Cattedrale, la rettoria del Santuario, e la direzione spirituale dei seminaristi del Seminario vescovile.

Il Vescovo ha ringraziato a questo punto don Letterio Festa per l’impegno da lui profuso negli stessi impegni evidenziando come nel succedersi degli incarichi si manifesti la volontà del Signore che opera per il bene della sua Chiesa. A tal proposito il Vescovo ha manifestato la sua gioia, come aveva affermato a luglio nella comunicazione delle nuove nomine, "per la disponibilità immediata, piena e gioiosa nell’accettare subito da parte di tutti i sacerdoti le proposte del nuovo campo di lavoro, con l’espressa consapevolezza e conferma che un prete sa di essere ordinato per i bisogni e al servizio della Chiesa, per questo con "la valigia sempre pronta", in adesione alla volontà di Dio, che si esprime nel discernimento del Vescovo".

Un momento di gioiosa condivisione preparato dai fedeli della parrocchia ha concluso la serata.

 

Cecè Caruso

 


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