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Domenica 20 Ottobre 2019

L’immissione canonica del nuovo Parroco don Letterio Festa nella Parrocchia San Girolamo in Cittanova   versione testuale


 

La sera del 6 ottobre evento di grazia nella Parrocchia San Girolamo in Cittanova con l’immissione canonica del nuovo Parroco don Letterio Festa.

La solenne concelebrazione nella Chiesa Parrocchiale è stata presieduta dal nostro Vescovo Mons. Francesco Milito alla presenza di numerosi sacerdoti e diaconi. Gremita la Chiesa dai fedeli del posto ma anche provenienti da Oppido Mamertina, Rosarno, Laureana di Borrello che hanno accolto l’ingresso del Vescovo e di Don Letterio con un applauso festante.

Subito dopo la lettura della Bolla vescovile di nomina da parte del Cancelliere don Domenico Caruso, un membro della comunità parrocchiale ha dato un caloroso benvenuto al nuovo parroco sottolineando il grande valore spirituale del momento per la vita della parrocchia di San Girolamo, sicuro che in don Letterio la parrocchia troverà un pastore attento e amorevole sulla via dell’amore verso Dio, che potrà contare sulla volontà di tutti di far crescere la parrocchia con ancora più vigore. Ha ringraziato poi don Nuccio Borelli per l’amore di pastore semplice e innamorato del suo gregge manifestato nei 53 anni del suo ministero in parrocchia, per i suoi insegnamenti, per il suo impegno che continuerà come parroco in solidum.

Don Letterio dopo aver salutato i fedeli della parrocchia che viene a servire con gioia e speranza  e ad amare in nome del Signore, ha ringraziato il Signore Gesù che lo ha voluto chiamare in mezzo a loro per confermarne la fede, rafforzarne la speranza e irrobustirne la carità e poi un grazie particolare, filiale e colmo di riconoscenza al Vescovo per la grande fiducia e la paterna premura che da sempre ha avuto verso di lui. Ha poi esternato i suoi ringraziamenti a don Nuccio, a don Salvatore Giovinazzo, al Seminario vescovile di Oppido Mamertina, al Pontificio Seminario San Pio X di Catanzaro e a Mons. Rocco Scaturchio, presente alla celebrazione, Rettore dello stesso nonché suo primo padre spirituale in seminario, ai  seminaristi dei suoi sette anni di ministero di Padre spirituale del seminario, due dei quali scelti come testimoni della sua immissione canonica, ai sacerdoti e ai diaconi presenti, al Sindaco e all’Amministrazione comunale per la solenne accoglienza nella cornice dell’aula consiliare del municipio, alle altre autorità presenti, ai convenuti dalle parrocchie in cui ha operato negli anni precedenti e infine alla sua famiglia.

Rivolgendosi poi a tutte le componenti della parrocchia con le quali intende iniziare il lavoro in uno stile di corresponsabilità e di compartecipazione,  non nascondendo la trepidazione per il nuovo incarico inserendosi nell’illustre e veneranda sede dei benemeriti arcipreti che hanno guidato con mano santa e fede intrepida questa comunità,  don Letterio ha affermato di venire in questa parrocchia come fratello, desideroso di condividere quotidianamente l’amicizia e la comunione, come padre nel desiderio di affrontare insieme le fatiche dell’entusiasmante cammino della vita cristiana, come pellegrino, viandante, mendicante d’amore, come servo di tutti a partire dai più poveri e bisognosi, con molta semplicità, gioendo con chi gioisce, soffrendo con chi soffre, sperando con chi è senza speranza. Don Letterio ha concluso dicendo di non promettere progetti eclatanti né di essere venuto per accattivarsi le simpatie di alcuni e le antipatie di altri ma per lavorare insieme a tutti gioiosamente nel vasto campo della Chiesa, e ha chiesto di pregare per lui perché sia sempre all’altezza del compito che il Signore gli ha voluto affidare, con un animo pieno di carità e di luce, e di avere nei suoi confronti un atteggiamento di pazienza e di comprensione.

Il Vescovo nella sua omelia ha posto al centro dell’attenzione l’invocazione degli apostoli "Accresci in noi la fede", segno della difficoltà che essi stanno vivendo in quel momento per il profilarsi all’orizzonte di un insieme di giorni tristi e oscuri attraversati dal male più profondo, quello dell’odio contro il bene. Gesù va sul parabolico perché si possa comprendere con immagini paradossali, con riferimento al granello di senape, non cosa significa avere fede, ma avere un pizzico di fede.

"Avere fede - ha detto il Vescovo - è la prima condizione quando ci si mette sulla linea del Signore, perché quello che all’uomo è impossibile, e per questo lo rende sfiduciato, a Dio è possibile". Di fronte al male, alla sofferenza, alla violenza è legittimo il grido dell’uomo giusto che attende una risposta da Dio ma proprio in queste circostanze il Signore invita ad avere fede, a confidare nel suo aiuto, a non intristirsi, a non lasciarsi appesantire dal male.  Richiamando il salmo invitatorio che proclamiamo ogni mattina il Vescovo ha evidenziato come non debbano essere le preoccupazioni ad avere la meglio ma la fede, la fiducia nel Signore perché lui è la nostra speranza e per questo l’invito ad acclamare e ad applaudire il Signore con questo che è un salmo di gioia, di speranza e anche di esortazione alla vigilanza per non cadere nella mormorazione, il più grande peccato della Bibbia.

Naturalmente queste parole il Vescovo le ha riferite a don Letterio chiedendogli, come san Paolo a Timoteo, di ravvivare il dono di Dio avuto nel giorno della sua ordinazione, e a vedere in questa sua nuova nomina non tanto un provvedimento canonico ma un esplicitarsi della volontà del Signore che, nell’affidargli questa missione, opera secondo il suo disegno per il bene della Chiesa, in questo sorretto dal Signore "che non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza" che lo dovranno animare nel suo nuovo incarico".

Infine due consegne del Vescovo a don Letterio, quella di essere come san Girolamo uno scrutatore delle Scritture, un inculturatore della fede, un evangelizzatore dei nostri tempi e nel ricordo della Vergine del Rosario di porsi come Maria in ascolto della Parola accogliendola con fede certo che a Dio nulla è impossibile.

Un momento di gioiosa condivisione organizzato dalla Parrocchia con il taglio della torta augurale ha concluso la serata. 

 

Vincenzo Caruso 






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