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Venerdì 15 Novembre 2019

Don Aldo Mosca nuovo Parroco della Parrocchia San Ferdinando Re in San Ferdinando   versione testuale


 Ottobre, che ormai volge al termine, è da sempre un mese particolare nella vita delle nostre comunità ecclesiali poiché segna l’avvio dell’anno pastorale, ed è anche il mese missionario. Quest’anno ciò è valso soprattutto per la comunità parrocchiale San Ferdinando Re in San Ferdinando, che in questo mese speciale, il mese guanelliano, perchè il 24  ricorre la festa liturgica di San Luigi Guanella, ha avuto un motivo in più per vivere in clima di festa e preghiera di ringraziamento; infatti il 13 ottobre la Comunità parrocchiale di San Ferdinando Re, guidata dai Servi della Carità (guanelliani), si è adunata attorno all’altare del Signore in occasione dell’immissione canonica del nuovo parroco, don Aldo Mosca.  "E’ Dio che fa!" diceva San Luigi Guanella ai suoi figli e alle sue figlie spirituali. Un tempo di grazia, dunque, un tempo favorevole in cui Dio mostra di prendersi cura della sua Chiesa contando sulla disponibilità di suoi ministri a lavorare e rischiare nella sua vigna.

Alla Concelebrazione eucaristica, presieduta dal nostro Vescovo sua Ecc.za Rev.ma Mons Milito, ha partecipato don Alessandro Allegra, Superiore Provinciale della Provincia Romana San Giuseppe dei Servi della Carità, insieme ad una rappresentanza di sacerdoti guanelliani venuti da Bari, Roma e Messina per condividere con il loro confratello don Aldo l’inizio di questa nuova missione che il Signore gli ha affidato, e a sacerdoti e diaconi della nostra Diocesi.

 La S. Messa è stata preceduta dal solenne ingresso del parroco e del Vescovo nella chiesa parrocchiale: alcuni rappresentanti di ciascun gruppo parrocchiale, muniti dei segni distintivi come foulard e stendardi, hanno atteso don Aldo ed il Vescovo nei pressi della parrocchia proseguendo poi insieme verso la chiesa, dove sul sagrato i fanciulli e i ragazzi li attendevano festanti con palloncini colorati. Per il popolo di Dio è stato particolarmente significativo vivere i singoli momenti e passaggi previsti dal rito di immissione canonica di un parroco: la lettura della nomina, il saluto da parte di un rappresentante di tutti i parrocchiani, l’invocazione allo Spirito Santo, l’aspersione da parte del parroco all’assemblea di cui dovrà prendersi cura, l’incensazione dell’altare, e dopo i riti conclusivi della liturgia eucaristica la firma da parte del Vescovo, del parroco e di due testimoni, poi finalmente la lettura del verbale di immissione! Pregnante l’omelia del vescovo, durante la quale si è soffermato più volte sulle virtù di San Luigi Guanella, sul suo stile caritativo e missionario, perché il fondatore sia da esempio per don Aldo. Sua Eccellenza, infatti, ha ricordato un’espressione di San Luigi Guanella che può identificare l’esperienza del Servo della Carità : "…fino a mezzanotte ci penso io, dopo mezzanotte ci pensa Dio!" Come San Luigi il Servo della Carità è colui che lavora incarnando il motto guanelliano del "pregare e patire", ma opera tutto come se niente dipendesse da lui e tutto da Dio perché nutre un’illimitata fiducia nel Padre Provvidente.

Don Aldo ha rivolto il suo ringraziamento al Vescovo ed il suo saluto alle autorità ed ai sacerdoti presenti. Poi, convinto che "oggi è la festa dei parrocchiani", con gioia, trepidazione e l’entusiasmo tipico guanelliano non ha esitato ad esortare i fedeli ad essere insieme a lui "Missionari della Speranza ... con un pezzo di cielo in più sopra la testa". Egli, facendo suo il pensiero di Papa Francesco così continuava: "Durante un’udienza del mercoledì a proposito dello stile missionario il Papa ammoniva: "Gesù vuole testimoni…persone che propagano speranza…cristiani capaci di amare anche quando l’amore pare aver smarrito le sue ragioni" e aggiungeva con sue parole: "Ricordatevi che c’è sempre un di più che abita l’esistenza cristiana, è come se i credenti fossero persone con un pezzo di cielo in più sopra la testa". Sì rileggendo quelle parole ho pensato che proprio noi siamo quelle persone. Immediato per me il riferimento a don Guanella, lui che da piccolo ha dipinto il soffitto della sua camera proprio di un cielo stellato, il suo pezzo di cielo in più sopra la testa. Don Guanella è per noi tra quei missionari di speranza che ha saputo farsi testimone, con il suo modo di accogliere, di sorridere, di amare. Per questo ci porremo in ascolto di ciò che Dio ci offre da vivere nelle case e tra i più poveri per poi mettere mano a tutto ciò che, come diceva don Guanella, ci consente di offrire "pane e Signore", con gratitudine, passione e speranza. Auguri a tutti, cari parrocchiani, carissimi missionari di speranza e che Dio ci ottenga la grazia di custodire quel pezzo di cielo in più sopra la nostra testa, nel cielo di san Ferdinando".

 

Al termine della celebrazione eucaristica è seguito un momento conviviale presso la Colonia Nunziante preparato con cura da don Kuriakose e da tutta la comunità parrocchiale.

 

Giulietta Furci




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