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Giovedì 12 Dicembre 2019

CliccARE.PensARE.WE are. Dalla rivoluzione del "cliccare" ai nuovi scenari educativi digitali.   versione testuale


La Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi con l’Ufficio Comunicazioni Sociali, l’Ufficio Scuola, l’Ufficio Catechistico, l’Ufficio di Pastorale Familiare in collaborazione con A.P.I.R.C. e M.I.U.R. hanno organizzato quattro approfondimenti dedicati a docenti, formatori ed educatori dal titolo CliccARE.PensARE.WE are. Dalla rivoluzione del "cliccare" ai nuovi scenari educativi digitali, una proposta di condivisione dei saperi tecnologici in tema di etica e buone pratiche nella comunicazione digitale. Relatore-Speaker sarà il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi, Filippo Andreacchio.

Il primo incontro si è svolto giovedì 21 novembre 2019 presso l’Istituto d’Istruzione Superiore "F. SEVERI" di Gioia Tauro con la presentazione dell’iniziativa alla presenza del Vescovo della Diocesi Mons. Francesco Milito. Ha introdotto il corso la coordinatrice del progetto Suor Clementina Carbone che ha ringraziato il Vescovo che ammira molto per la sua passione per l’educazione, la formazione, la ricerca della verità e questo è di esempio e di testimonianza per chi è sensibile a tutto ciò che è formazione ed educazione e perciò in sintonia con il Vescovo che ha cuore i ragazzi, i docenti, la scuola.

Il Vescovo nel suo intervento ha evidenziato la passione per la scuola, la scienza e la didattica dei docenti interventi che tra tanti impegni hanno trovato il tempo di dedicarsi a questo corso formativo le cui basi sono state gettate l’anno scorso con un avvio di esperienze più sistematico che chi sta a scuola da un po’ di anni ricorderà iniziato diversi anni fa con l’Accordo di Rete tra 27 Istituti scolastici della Diocesi su 30 con l’Ufficio Scuola che prevedeva l’impegno delle Agenzia educative, in questo caso Scuola e Chiesa, di collaborare per la crescita dei ragazzi sviluppando cinque piste una delle quali, l’educazione ai media, discorso affrontato in modo sistematico l’anno scorso e che prosegue quest’anno.

Perché questa scelta? "Perché noi siamo anzitutto relazione - ha osservato il Vescovo, - la persona umana è tale perché e capace di relazioni, che significa capacità di entrare in contatto con uno che è simile a sé, che gli risponde sullo stesso piano". Oggi la relazione umana assume dimensione universale, cosmica, perché con l’uso dei mezzi di comunicazione si ha quasi una popolarizzazione, una volgarizzazione di questi strumenti che prima servivano soprattutto per strategie militare. Così anche l’economia ha capito che attraverso questi strumenti ci si può impossessare del potere economico a livello universale e li utilizza per queste finalità con strategie ben studiate.

"La nostra attenzione verso questi strumenti – ha affermato il Vescovo – è dovuta al fatto che la scuola è innanzitutto per sua natura relazione che, per la missione che le è propria, interessa un arco di tempo che copre lo sviluppo della persona umana e quindi occorre attrezzarsi, avere gli strumenti per affrontare ciò che sta davanti".

Il Vescovo poi si è intrattenuto in maniera simpatica con i presenti chiedendo cosa significa cliccare, clic, clicchettio, spiegandone l’origine semantica, alla fine sottolineando che basta questo piccolo gesto e si entra in contatto con il mondo, problema questo di particolare importanza per i ragazzi di oggi, i nativi digitali, o meglio fissati digitali che già hanno difficoltà a scoprire se stessi, il loro ambiente, la loro famiglia ma che con questo semplice gesto entrano in contatto immediato con il mondo, con tutti i suoi aspetti belli e grigi, positivi e negativi, costruttivi e destrutturanti e così via.

E quindi la necessità di dire a questi ragazzi: stai attento, non per paura ma perché c’è il rischio che tu possa incappare in cose che lo stesso mezzo non dovrebbe dare. Un problema così grosso richiede da parte di tutti un duplice livello, quello della responsabilità nell’uso della libertà e un’opera di questo genere che chiaramente interessa oggi politiche economiche e culturali di carattere più vasto, per quel che ci riguarda interessa quanti sono in contatto con questi ragazzi che oggi utilizzano questi strumenti, questi prodotti che vengono allestiti, costruiti in base a strategie di mercato che ben conoscono le generazioni che li usano.

Il Vescovo a questo punto ha sostenuto che a suo giudizio le nostre scuole dovrebbero darsi un codice d’uso di questi strumenti, ad esempio l’alunno non dovrebbe avere il telefonino sempre aperto mentre un professore spiega e quindi occorre adottare la regola di posarli all’inizio delle lezioni. E siccome sappiamo che ci sono esigenze indotte che spingono all’uso di questi prodotti, oggi c’è la necessità di essere specialisti dell’educazione per capire le generazioni che abbiamo davanti e aiutarle a usare questi strumenti nel modo più giusto possibile.

"Cartesio affermava - ha aggiunto il Vescovo - cogito ergo sum, oggi direbbe: clicco ergo sumus, clicco e mi trovo connesso e il fatto che il termine da suono onomatopeico è diventato verbo, ci dà il senso della necessità dell’opera educativa in tale direzione". Da qui la proposta del Vescovo, di elaborare una specie di proposta di codice etico dell’uso di questi mezzi, perché come esiste una legislazione a livello mondiale su come condurre mezzi di trasporto così per questi che sono mezzi di comunicazione dovrebbe esistere una regolamentazione per un utilizzo graduale gli stessi, in modo proporzionale alla crescita dei ragazzi.

Il Vescovo ha ringraziato a questo punto quanti faranno questo corso invitandoli non solo a riflettere e ad ascoltare ma anche ad intervenire su come utilizzare questi mezzi nella scuola. Ha poi comunicato che nel Liceo paritario di Oppido Mamertina in collaborazione con i Paolini, congregazione nata per diffondere il Vangelo attraverso i mass-media, a partire da quest’anno verrà realizzata una collaborazione ad altissimo livello con all’interno un corso per studiare come questi mezzi agiscano sull’intelletto, sull’apprendimento, sulla scuola, naturalmente con un intento educativo ed etico.  E questo evidenzia come la Chiesa sia attenta ai tempi attuali perché più si è incanalati in questi temi più si è contemporanei e utili.

La proposta finale del Vescovo: pensare di fare un sondaggio a scuola sull’uso di questi mezzi per conoscere cose che già sappiamo ma anche per scoprire quelle che non conosciamo e ciò costituirebbe un vantaggio perché così potremo avere gli input necessari per muoverci in maniera più costruttiva e utile.

Dopo l’intervento del Vescovo ha preso la parola Filippo Andreacchio, Direttore diocesano UCS che prima di iniziare la relazione ha illustrato gli obiettivi principali del ciclo di incontri: 1 - condividere strumenti per meglio comprendere le ostilità e le virtù del digitale; 2 - approfondire alcune dinamiche di funzionamento dei network di persone; 3 - rafforzare un approccio etico all’utilizzo dei media; 4 – migliorare le capacità educative attraverso l’utilizzo delle tecnologie. L’intero percorso formativo fa tesoro dell’esperienza decennale maturata nell’ambito della comunicazione ecclesiastica nazionale e prende spunto da tre volumi: "Cliccare" di Marco Sanavio e Lorenzo Voltolin (Cittadella Editrice); "Media Education" di Pier Cesare Rivoltella (Edizioni ELS La Scuola) e "Le nuove dipendenze" di Matteo Papantuono e Claudette Portelli (Edizioni San Paolo).

Ufficio Comunicazioni Sociali
Diocesi Oppido Mamertina-Palmi







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