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Sabato 11 Luglio 2020

MONS. FRANCESCO ZAPPIA (1927-2020)   versione testuale


 

All’alba di un giovedì sacerdotale, è tornato alla Casa del Padre, dopo una lunga esistenza, Mons. Francesco Zappia, l’ultimo Sacerdote ordinato nell’antica diocesi di Oppido Mamertina.

Egli nacque a Zurgonadio, frazione di Oppido Mamertina, il 15 gennaio 1927, da Rocco e da Pachì Annunziata.

Dopo i primi studi compiuti nel Seminario Vescovile di Oppido Mamertina, completò la sua formazione umana, spirituale e pastorale nel Pontificio Seminario "Pio XI" di Reggio Calabria. Fu ordinato Sacerdote dal Vescovo di Oppido Mamertina, mons. Nicola Canino, il 15 aprile 1951, nella Cappella del Seminario Vescovile.

Ancora prima dell’Ordinazione sacerdotale, fu Professore di Lettere e Prefetto d’ordine in Seminario e, successivamente, Docente di Religione nelle Scuole statali.

Mansionario del Capitolo Cattedrale nel 1951, l’anno successivo fu nominato Canonico Sacrista maggiore e Vicario coadiutore della Cattedrale di Oppido Mamertina da Mons. Enrico Nicodemo, Amministratore Apostolico della Diocesi.

Dal 1954 al 1956 è stato Vicario coadiutore della Parrocchia di Tresilico. 

Il 7 aprile 1956 prese possesso canonico della Parrocchia di San Nicola extra moenia in Oppido Mamertina con il titolo di Canonico Abate, per le mani del Vescovo, Mons. Maurizio Raspini. Don Francesco rimase sempre molto legato a questa sua esperienza di Parroco dell’antica Parrocchia dell’Abbazia, dove ravvivò le attività giovanili di Azione Cattolica e diede un importante e duraturo impulso al culto della Santa degli impossibili, Rita da Cascia e alla popolare Novena in preparazione al Santo Natale che riformò alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II.

L’Amministratore Apostolico, Mons. Giovanni Ferro, lo nominò membro della Cassa Diocesana nel 1965 e Assistente dell’Associazione Maestri Cattolici Italiani nel 1967.

Dal 1967 al 1992 fu Cancelliere della Curia vescovile, apprezzato per la sua solida competenza e la scrupolosa cura nell’esecuzione delle delicate pratiche curiali.

Nel 1984 fu nominato Parroco della nuova Parrocchia di San Nicola in Oppido Mamertina che ha riunito le due antiche Parrocchie della Abbazia e della Cattedrale  e che Mons. Zappia ha retto fino al 2008, quando è stato nominato Parroco emerito e Canonico Penitenziere.

Durante il suo ministero come Parroco della Cattedrale, furono eseguiti i notevoli lavori di restauro e di decorazione in foglia d’oro della chiesa madre della Diocesi. Alla sua iniziativa si devono, inoltre, l’avvio dei lavori per la costruzione dell’imponente Campanile che si erge accanto la Cattedrale; il restauro e la decorazione della Cappella dell’Annunziata, ulteriormente arricchita con tele dell’artista oppidese Concetta Mazzullo; la realizzazione dell’Altare maggiore in marmi policromi e delle grandi tele raffiguranti i Misteri del Rosario e i Santi Agostino e Basilio, opera dell’artista oppidese Giovanna Misale. Ciononostante, don Francesco era fermamente convito che «non sono certamente i grandi Santuari, né le sontuose Cappelle o i luccicanti Altari, la dimora preferita dalla Vergine Annunziata ma il cuore dei suoi figli devoti. Dobbiamo pertanto costruire principalmente nella nostra anima la sua degna dimora, ornando i nostri cuori di virtù, arricchendoli di bontà, di amore fraterno, di solidarietà con chi soffre, di capacità di perdono».

Strettamente legato alla storia e alle tradizioni della millenaria Chiesa oppidese, mons. Zappia, a proposito delle manifestazioni della pietà popolare, tipiche del nostro Popolo, amava dire che «la festa non è fine a se stessa e che la Fede non si esaurisce nell’esteriorità, anche se questa è necessaria. La Fede si manifesta fondamentalmente intorno all’Eucarestia, nella Comunione con Dio e con i fratelli e dall’Eucarestia essa prende alimento e si proietta nella vita di ogni giorno, nella famiglia, nel quartiere, nel lavoro. Tuttavia anche la festa con le sue manifestazioni di gioia, con la sua esteriorità ha un suo valore e un suo significato. La religiosità è l’espressione umana della Fede, che si esteriorizza secondo le tradizioni e la cultura di un popolo, in un insieme di segni e di sentimenti che costituiscono la religiosità popolare».   

Il 19 febbraio 1980 fu nominato Cappellano di Sua SantitĂ  dal Papa Giovanni Paolo II. Dopo una lunga malattia che lo ha condotto alla cecitĂ , ha terminato la sua corsa il 28 maggio 2020, vogliamo credere e sperare che gode ora della visione riservata agli operai del Vangelo.

Sac. Letterio Festa


 
PS. Per permettere il rispetto della normativa anticovid, ai confratelli che intendono partecipare alla S. Messa l’invito a segnalarsi a don Gianni Bruzzí


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