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Sabato 11 Luglio 2020

Il nostro Vescovo nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù incontra la Comunità delle Suore Visitandine di Taurianova   versione testuale


Venerdì 19 giugno, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, come da consuetudine ormai consolidata, il nostro Vescovo Mons. Francesco Milito ha incontrato in un clima di familiarità e insieme di spiritualità, la Comunità delle Suore Visitandine del Monastero di Taurianova.

L’incontro all’interno del Monastero è stato preceduto dalla solenne Liturgia dei Vespri, cantati dalle suore e partecipati da un numeroso gruppo di fedeli.

Nel suo saluto il Cappellano, Don Alfonso Franco, ha poi evidenziato come la nostra Chiesa Locale è benedetta dal Signore, perché tra l’altro offre alla vita di fede dei cristiani della Diocesi l’Oasi della Misericordia in San Martino di Taurianova e il faro di Spiritualità del nostro Monastero a Taurianova, luoghi da cui poter attingere fede e rinascita spirituale.

Nel suo intervento il Vescovo, ha offerto ai presenti diversi punti di riflessione, soffermandosi, nella meditazione all’Inno ai Filippesi di San Paolo, sull’affermazione dell’autore che Cristo non solo non volle approfittare, ma addirittura rinunciò alla sua condizione divina, in quanto «svuotò (ekenôsen) se stesso». L’espressione«svuotò se stesso» sta a significare che Cristo ha rinunciato in modo totale, e al tempo stesso libero e volontario, a tutto ciò che il suo status in rapporto con Dio comportava dal punto di vista della dignità e del trattamento; ha affermato, inoltre, che Gesù nel suo cammino di umiliazione che lo ha portato alla sofferenza e alla morte, non ha voluto gestire il suo rapporto con Dio in termini di potere o di dominio, ma di amore e di servizio: «assumendo la condizione di schiavo  egli durante la sua vita terrena non volle comportarsi come Dio e Signore degli uomini, ma come servo, privo di ogni dignità, autorità e potere, completamente dedito all’umile servizio degli altri, identificando il servizio con l’accettazione della sofferenza in funzione della riconciliazione degli uomini tra di loro e con Dio». Gesù ha portato a termine la sua umiliazione «diventando obbediente fino alla morte». Questa espressione mette in rilievo l’estremo grado di umiliazione a cui Gesù è andato incontro, la morte in croce. Ma proprio dalla croce, dal quel Cuore trafitto nasce la Chiesa.

La celebrazione liturgica si è conclusa con la benedizione del Vescovo, il quale accogliendo la proposta di don Alfonso ha promesso di ritornare al più presto a far visita alle nostre suore per un altro momento di bella spiritualità.

Dopo un breve rinfresco, nei locali adiacenti all’edificio sacro, i presenti entusiasti, si sono congedati dal Vescovo, il quale, accompagnato da Don Alfonso, ha visitato il bello e vasto Monastero, intrattenendosi con tutte le Consorelle, mentre la Madre Superiora descriveva al Vescovo lo svolgersi della loro giornata e la storia del monastero dove le nostre care suore vivono la loro consacrazione al Signore e si ricordano di noi, della nostra Città e della nostra Diocesi nelle loro incessanti preghiere.

                                                                                                              

Angela Caccamo

 



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