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Giovedì 24 Settembre 2020

Messignadi zona rossa: messaggio del Vescovo.   versione testuale


  
Nell'arco di pochi mesi, dopo la Tonnara di Palmi, un altro paese della nostra Diocesi, Messignadi, da sabato 28 u.s. è stato dichiarato "zona rossa" e sottoposta all’esame del tampone tuttora in corso.
Le cause confermano il principio: il contagio parte da chi non sa di essere positivo, o si comporta molto disinvoltamente – penso soprattutto ai giovani –, con la conseguenza del suo diffondersi rapidamente a macchia d'olio, provocando una serie di emergenze nelle quali vengono coinvolti anzitutto i responsabili della cosa pubblica, costretti a intervenire tempestivamente con una serie di adempimenti che rendono ancora più gravoso il compito già delicato dell’ordinaria gestione amministrativa.

Siamo loro grati e, per quanto dipende da noi, cerchiamo di non aggravare i pesi di responsabilità legati al loro ufficio.

In modo particolare richiamo anche all’osservanza rigorosa delle Norme diocesane emanate il 18 maggio 2020. A vario livello esse interessano indistintamente tutti: i sacerdoti come primi custodi attenti a non permettere derogare in nessun modo, evitando così eventuali spiacevoli confronti per prassi non uniformi, soprattutto in occasione di concorso di popolo per cui sono previste precise limitazioni; parimenti i fedeli perché collaborino, con serenità e serietà, all’attuazione delle disposizioni. Non vorremmo che, salvaguardati dall’ "attacco" del Covid nella prima fase più critica, ora ne diventiamo vittime per una recrudescenza, che si può evitare con intelligenza e volontà decise. 

Quando in tali circostanze insidiose, per le ripercussioni che provocano, sentiamo di affidarci e di confidare nell’aiuto del Signore e dei Santi celesti patroni, di certo essi si prendono cura di noi, ma se anzitutto noi ci aiutiamo a vicenda, esercitando un forte senso di responsabilità individuale e sociale, cioè personale e comunitario. Questi due piani abitano insieme e diventano concentrici, per questo tendono ad allargarsi. L’attuale fase di ritorno del Covid potrebbe rivelarsi, infatti, più pericolosa della prima perché, quando la vigilanza si rallenta, le difese cedono.

Mentre esprimo affetto e vicinanza a chi a Messignadi si trova in isolamento e al parroco, don Francesco De Felice, che da subito si è attivato per le necessarie precauzioni a livello parrocchiale e di attenzione verso le persone coinvolte, rinnovo anche la speranza, mai da perdere, di tempi migliori nel ritorno alla normalità.
 
 
+ Francesco Milito
       Vescovo

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