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Martedì 23 Luglio 2019

QUARESIMA 2019   versione testuale

6 Marzo - 18 Aprile



L'#esamecoscienzadigitale è giunto al suo completamento. Ci ha accompagnato per tutto il Tempo di Quaresima in prospettiva della Pasqua, che oggi celebriamo in tutta la carica di pace e di luce diffusa da Cristo Risorto.

Le parole su cui ci siamo soffermati potrebbero essere ancora ricordate per continuare e completare il percorso formativo in ordine alla loro piena interiorizzazione.
È una piccola prospettiva che sentiamo di proporre per l'accoglienza dimostrata e raccolta con il vostro interesse.

Ma vuole essere anche l'aiuto fervido per questi giorni unici in tutto l'anno.

 
+ Francesco, vescovo
 




 


"Sia parca e frugale la mensa,
sia sobria la lingua ed il cuore;
fratelli, è tempo di ascoltare
la voce dello Spirito".
 
     Che cos’è la verità? Esiste la verità? Chi può scommettere che la propria e non quella dell’altro è la verità giusta? Occorre assemblare tante verità per arrivarne ad una credibile? Oppure ognuno ha la sua verità?

     A questi interrogativi radicali se non si da una risposta accettabile e valida universalmente per tutti, che si naviga sulle onde tempestose del dubbio per affondare nella confusione più disastrosa. Se, infatti, non si da una linea comune, neanche è possibile che ogni linea sia valida per altre che pretendono pari rispetto, mancando il quale si confligge aspramente e duramente di affermare la propria posizione intollerante.

     Tra pochi giorni la Settimana Santa riproporrà tali interrogativi, ma offrendo anche la risposta nella persona di chi è la verità. Per questo era venuto e ne ha reso testimonianza a tal punto da essere condannato a morte proprio per la limpidità e la non confutabilità del dire e del fare.

    Calando tutto questo nella nostra realtà quotidiana,
 

VERITA' E TESTIMONIANZA


sono il binomio del nostro ultimo #esamecoscienzadigitale.

     La sincerità delle risposte può essere un buon avvio verso la Pasqua

 
Talvolta si naviga orientati dalla sete, il monitor come specchio di noi stessi restituisce, attraverso la cronologia di navigazione o il numero e la qualità di "mi piace", il percorso interiore.
Una delle illusioni che creano i social network è il senso di intimità: una discussione animata può facilmente farci dimenticare che in realtà non si tratta di uno scambio privato ma di un vero e proprio spettacolo pubblico per centinaia, forse migliaia di persone. È bene ricordare che quando si parlate a uno si sta testimoniando a tanti. Si consideri la vetrata attraverso la quale gli altri vedono la Chiesa: ci si chieda sempre quale testimonianza si sta dando.
  • Mi informo sulle fonti e sulla veridicità delle informazioni che approvo e condivido?
  • Sono davvero critico quando interagisco con i miei amici rispetto ai contenuti da loro condivisi?
  • Dico mai a qualcuno, online, quello che non gli direi di persona?
  • Secondo me i social network aiutano a superare i pregiudizi o li alimentano?
  • Il mio comportamento online è somiglia ad una "predica" o ad una "testimonianza"?

Troppe volte ci siamo nascosti dietro a profili di gruppo
per dire quello che non abbiamo saputo affermare
mettendoci la nostra di faccia,
altre volte abbiamo creato profili doppi
per poter nascondere ad una parte di amici
quei lati della nostra vita di cui ci vergogniamo un po’
ed è capitato anche di creare profili falsi per mettere divisioni.

Signore Gesù perdonaci.
Tante volte ancora abbiamo usato parole pesanti,
abbiamo scritto frasi offensive,
abbiamo giudicato male pubblicamente
chi forse si aspettava da noi comprensione.
E troppe volte siamo stati incoerenti
per guadagnare qualche like in più,
ci siamo dipinti come non siamo
per poi invece bloccare e rimuovere chi non la pensa come noi
o chi ha provato a dirci che abbiamo sbagliato.

Signore Gesù perdonaci. E donaci la Tua amicizia.





 

 
Interiorità – come fondo abissale del mistero della persona – fa rima con eternità. Vi è connessa per quanto di più immateriale c’è nell’uomo, la sua spiritualità. Il prima e il poi lega queste dimensioni ponendole in un orizzonte circolare ultra temporale, l’unico capace per essere comprese pienamente.

Ma il mondo dell’interiorità non è destinato a rimanere inviolabile. Per quanto in-effabile (= non dicibile) di sua natura non è soggetto a mutismi, stop, alt, divieti di accesso.

Al contrario, la necessità di comunicare qualcosa della ricchezza interiore apre spiragli provocando attenzione e curiosità da parte dell’altro. E, tuttavia, questo procedere non può tradursi in invadenza, mancanza di delicatezza, attentati alla privacy, ma in atteggiamento di rispetto grande per la fiducia che tale apertura produce e richiede. Tale intreccio di

 

INTERIORITA' E APERTURA

 
 
forma la griglia di questo 4° #esamecoscienzadigitale
 
Facebook fino a qualche tempo fa chiedeva «cosa stai facendo?» ora chiede «a cosa stai pensando?» la domanda cambia completamente registro semantico della comunicazione, punta all’interiorità, forse in modo voyeristico, tuttavia indica una direzione: dal fare al pensare, all’elaborare esperienza, passando attraverso i significati.
 «La varietà delle opinioni espresse può essere percepita come ricchezza, ma è anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici. L’ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci».
(Papa Francesco)

 

- Con quale frequenza cambio il mio stato per comunicare agli altri cosa sto facendo?
- Condivido con gli altri momenti di preghiera o di meditazione spirituale?
- Condividere sui social informazioni su momenti privati e delicati può aiutare chi sta male?
- La quantità di informazioni reperibili online sono una ricchezza o un rischio?
- Le mie opinioni sono state qualche volta influenzate dalle informazioni trovate in rete?

 
 

Signore Gesù
Ti ringrazio per tutte quelle volte che ho avuto la possibilità di esprimermi in rete
senza badare al rossore o alle mani che tremavano e imparando che
la ricerca dei contenuti è una fatica più bella dell’ansia da prestazione.

 
Signore Gesù
proteggimi da quel lato oscuro della rete
che purtroppo spesso diventa anche un territorio di manipolazione, sfruttamento e violenza,
e accresci in me la coscienza che ogni mia frase scritta
si imprimerà in un cuore.

 
Signore Gesù 
rendimi perseverante nel fare bene
e fa’ che non mi accontenti di condividere un post
quando posso invece partecipare alla vita dei miei "amici"
.


 
 






La cortesia, se sincera, è sempre attraente. I modi garbati e rispettosi facilitano una corrispondenza di approccio immediata. Respingenti sono, invece, i toni e i modi baldanzosi, invadenti, e irruenti. Tutto peggiora quando non si ha un briciolo di bon ton: ne possono derivare reazioni con picchi in discesa peggiorativa.
Il tipo gentile è sempre un tipo in ascolto. Ciò permette una comunicazione reale, franca. Anche quando si fa dialettica, il dialogo è sempre costruttivo. La sobrietà della lingua e del cuore è uno dei link per la Quaresima.
In questo 3° venerdì il nostro esame si concentra su

 
GENTILEZZA E ASCOLTO

applicati alla connessione in rete.

Internet e i social network per ascoltare, per capire, per imparare dall’altro. Per lasciare che il liquido fluire di parole, immagini, emoticons lasci una traccia da interrogare, per trasformare individualità interconnesse in soggetti in relazione. Essere attaccati non è un motivo per attaccare. In quanto cristiani dovremmo assorbire l’odio, non restituirlo, nella vita reale e nelle interazioni digitali. Quando incontrate desolazione e rabbia non ricambiatele. Non cercate di prevalere, ma chiedetevi: che testimonianza posso dare? Curate, non combattete.

 
- Mi capita di "porgere l’altra guancia" anche nelle interazioni digitali?
- Mi accorgo quando nelle conversazioni in rete qualcuno tenta di imporsi?
- Ho degli amici che hanno abbandonato i social perché feriti da alcuni comportamenti?
- So che anche la rete e i social hanno delle buone regole di comportamento?
- Davanti ad uno scambio dai toni accesi, preferisco "combattere" chi offende o "curare" chi è offeso?

Tornano in mente e risuonano severe le parole di Gesù in Mt 5,22 e del parallelo in Lc 12,58.
Il loro contesto è più ampio e pertinente. Prova a cercare se vi trovi o no una tua collocazione.

 
Signore Gesù
apri le mie orecchie e il mio cuore perché possa ascoltare e non solo sentire.

Signore Gesù
il mio tempo passato online aumenta sempre più,
secondo le statistiche trascorro mediamente sui social ogni giorno 2 ore e 16 minuti: è un tempo lungo in cui spesso sono sordo alla Tua voce.

Signore Gesù
consegnami la forza di non assistere passivamente alla triste realtà virtuale colma di arroganza, prepotenza e mancanza di rispetto
e fa’ che possa restituire alla rete quella gentilezza che Tu infondi nel mio cuore ogni volta che mi parli.


 



 
 
Viviamo in un tempo. Siamo collocati in uno spazio: il nostro tempo, il nostro spazio. Di nessun altro, e pur di tutti. Perchè non siamo soli. Con sensibilità varie, in luoghi i più disparati, in permanente relazioni con gli altri, con mentalità diverse, modi di pensare, capacità di contatti, ma sempre spinti ad interagire, spesso a reagire, tutto dipendendo dai tipi che siamo e che incontriamo.
 
In questo secondo venerdì di quaresima
 
LENTEZZA E INCONTRO

 
sono i poli del nostro #esamedicoscienzadigitale. Un giusto rapporto nelle relazioni spesso è un vero e proprio esercizio di grande pazienza. Proviamo ad entrarci dentro per ricavarne motivi di riflessione.


Costruire una cultura dell’incontro, con lentezza, anche su Internet che è l’emblema della velocità. «Questo richiede tempo e capacità di fare silenzio per ascoltare. Abbiamo anche bisogno di essere pazienti se vogliamo capire chi è diverso da noi: la persona esprime pienamente se stessa non quando è semplicemente tollerata, ma quando sa di essere davvero accolta. Se siamo veramente desiderosi di ascoltare gli altri, allora impareremo a guardare il mondo con occhi diversi e ad apprezzare l’esperienza umana come si manifesta nelle varie culture e tradizioni». (Papa Francesco)

Riflettete prima di scrivere qualcosa sui social?
Lo fate con il desidero di informare? Per divertire? Per sfidare?
Dialogando sui social privilegiate l’ascolto o la competizione?
Quanto tempo fate passare prima rispondere ad una provocazione ricevuta sui social?
Fate attenzione solo a chi interagisce direttamente con voi, o anche sugli altri?

 
 
Signore Gesù
donaci la capacità di fare rete, 
 evitando di rimanere intrappolati ed intrappolare nei meandri di internet. 

 
Signore Gesù
grazie per i tanti volti incontrati, ma fa' che non rimangano solo fotografie.
Donaci di comprendere la bellezza di andare oltre lo spazio digitale. 
Aiutaci a sperimentare l’incontro autentico con l’altro.

Signore Gesù
perdona la nostra fretta, la nostra superficialità, i tanti like messi senza nemmeno leggere e che a volte aumentano le ferite di chi è deriso, insultato, scartato.
Facci sperimentare la vicinanza del cuore oltre le emoticon e donaci il desiderio di scoprire un Tuo feedback.

 


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