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Sabato 21 Ottobre 2017

Stemma e Motto   versione testuale

Stemma di Mons. Francesco Milito
Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi
 
 
Descrizione araldica
 
Interzato incappato alzato: d'azzurro, a due lampade paleocristiane, al naturale, controappuntate in fascia, accese di un'unica fiamma di rosso, sormontanti un mare del primo, ondato d'argento, movente dalla punta; la cappa destra d'oro, alla stella di sette raggi d'azzurro; la cappa sinistra di rosso, al chrismon d'oro, accostato dalla lettere greche A e ωdello stesso.
Motto: CARITAS VERITAS UNITAS.
 
Descrizione teologica
 
Le parole del motto Caritas Veritas Unitas comprendono i valori ai quali il Vescovo intende ispirare il suo ministero e aiutano a comprendere il significato delle figure riportate nello Stemma.
 
La Caritas √® l'essenza della Rivelazione cristiana in quanto definisce l'essenza e la natura di Dio, rivelata e resa manifesta nel Figlio, Ges√Ļ Cristo. Niente si √®, nulla si d√† se la Caritas non informa il pensare e l'agire dei credenti. Essa pervade la vita umana, da quando nel Battesimo √® infusa come dono di forza teologale, fino all'ultimo respiro che chiude l'esistenza terrena per aprirla, sottraendola al tempo - in cui la Caritas conosce fatica, sosta, oblio, rinnegamento - a quella eterna della contemplazione divina. Paolo l'ha spiegato con chiarezza lapidaria, quasi primo commento esegetico del Discorso escatologico di Ges√Ļ.
 
Particolarmente il Vescovo è inserito in tale circuito di fede operativa e la carità pastorale, affettiva ed effettiva, è richiesta dal suo servizio di servo-pastore, successore degli Apostoli, sposato a una Chiesa, locale ma ordinato per la Chiesa universale. In ciò trova sintesi ed unità la sua dimensione originaria di laico - cioè di appartenente nativo al popolo dell'Alleanza ', e di consacrato - nella pienezza del sacramento dell'Ordine.
 
La Veritas √® l'anelito profondo di ogni uomo, pellegrino nel tempo sui sentieri dell'essere. √ą irto aspro faticoso il cammino verso la verit√† vera, quella che serve da sintesi unificante nella dispersione globale dell'esistenza, e quella ordinaria quotidiana, che serve per gli aspetti parziali. Se ne deduce, secondo una mentalit√† condivisa, che non esiste la Verit√†, ma verit√†, parziali di uso e consumo funzionali ai bisogni, quale che sia la loro motrice. Si finisce cos√¨ in una frantumazione del sapere che diventa frammentazione dei saperi in un relativismo logico ed etico che annulla ogni possibilit√† di ipotesi alternativa. La storia del pensiero nelle forme, attraverso le quali l'uomo si √® espresso nell'arte, nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nella ricerca scientifica altro non √® nelle profondit√† pi√Ļ remote, pur se inconfessate, che ricerca della Verit√†. Occorre fare e portare luce nelle nebbie della mente e del cuore verso il suo pieno splendore. Per i cristiani essa non √® un sistema, ha un nome, √® una persona: Ges√Ļ Cristo, Via al Padre, Verit√†/luce per chi lo accoglie senza pregiudizi, Vita che sostiene le vite. Il Vescovo √® chiamato ad essere guida sicura verso questa Verit√†, in quanto discepolo del suo Maestro.
 
L'Unitas √® il collante invisibile nell'armonia del creato che risponde ad un ordine stupefacente e perfetto, sempre da scoprire e da armonizzare, ma anche lo scoglio in cui i rapporti umani ed ecclesiali si incagliano, spesso con urti violenti e danni ritenuti irreparabili. √ą la sfida pi√Ļ ardua da affrontare quando l'individuo non si percepisce come persona, n√© guarda la comunit√† come famiglia di persone, esseri simili a s√©, immagini moltiplicate dell'unica immagine prototipa di Dio. Dissolta dimenticata negata tale origine trascendente, ogni prevaricazione √® possibile lecita devastante. Per questo Ges√Ļ nell'ultima sera della sua vita ne ha rivolto accorata preghiera al Padre, appellandosi al vincolo di unit√† con Lui come Figlio e con lo Spirito Paraclito. Per questo la tentazione pi√Ļ grave nella Chiesa e nei rapporti umani √® la rottura dell'unit√† e l'azione virtuosa pi√Ļ attenta √® la ricomposizione attraverso il dialogo, la pazienza, la conquista finale e duratura. Il Vescovo trova in ci√≤ uno dei compiti pi√Ļ difficili del suo servizio, quando ci si attesta su posizioni di difesa, arroccamenti di pretese intoccabili, mancanza o perdita del senso del limite e dell'apertura all'inedito nuovo di Dio. Egli non ha l'insieme dei carismi, ma il carisma dell'insieme. Non √® l'unico, ma il primo e l'ultimo a interpretare con autorevolezza il disegno di Dio, in obbedienza di discernimento comunitario, come la Chiesa nascente e la prassi collegiale che ne √® derivata.
 
Le figure nello Stemma vogliono visibilmente tradurre questi principi. L'olio della Caritas e quello della Veritas, profluenti dalle due lampade, si incontrano in un beccuccio unico - quasi un'attrazione che li fonde, - alimentando la fiamma unica, quella d'Unitas. Ne viene riscaldato e illuminato il mondo che in Cristo, Signore della Storia, come principio e fine, ieri, oggi e sempre, tale è divenuto per il sacrificio della vita e della morte offerte al Padre, e in Maria, Madre sua e della Chiesa, la stella che risplende nel firmamento dei Santi come riflesso dell'increata luce divina.
 
Tutto ciò si snoda e scorre nel tempo: le onde del mare ne indicano il fluire delle fasi. Ma questo tempo è anche geografico, per cui il mare richiama l'azzurro profondo dell'Ionio, da cui proviene il Vescovo, solcato dai popoli dell'Oriente nell'approdo in terra di Calabria, e quello, tavolozza di colori, il Tirreno, bacino della civiltà occidentale, che lambisce la Diocesi alla quale il Santo Padre l'ha destinato. Anche l'olio, invisibile nelle lampade, contiene un simbolismo chiaro: la distesa degli uliveti delle campagne di Rossano e della Piana. Frutto della terra e di duro lavoro dell'uomo nei secoli, quel prodotto così prezioso è cantato nella Bibbia e nella Messa Crismale elevato a materia sacramentale.
 
Il Vescovo è stato ufficialmente annunziato in tale Messa quest'anno e con l'olio, allora benedetto dal suo Ordinario, il 13 maggio viene consacrato definitivamente a servizio della Chiesa e del Mondo. Tutto è tenuto dall'alto in basso - come un'asta pastorale - dalla croce trifogliata con le cinque gemme simboleggianti le cinque piaghe di Cristo. In esse c'è rifugio e salvezza, scrigno e scoperta della Caritas Veritas Unitas, nomi della Trinità di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo a cui motto e simboli rimandano come a fondamento per la Nuova Evangelizzazione, scenario e nome moderno del ministero pastorale di un futuro già presente ed esigente.
 
 

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