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Domenica 19 Agosto 2018

Omelia del Vescovo Francesco nella s. Messa di Domenica 28 Gennaio in diretta su Rai 1    versione testuale

Una preghiera per la donna morta nell'incendio ella baraccopoli e una richiesta per i miglioramenti della dignità umana

Stamattina il nostro Vescovo Francesco ha presieduto la s. Messa della IV domenica del Tempo ordinario presso la Basilica 'Madonna dei Poveri' di Seminara, trasmessa in diretta su Rai 1.
Durante la celebrazione il Vescovo ha anche ricordato l'incendio avvenuto nella baraccopoli di san Ferdinando che ha avuto il tragico esito di una donna morta, due feriti e diversi ustionati. Mons. Milito ha pregato affinché l'azione congiunta delle istituzioni possa portare al miglioramento delle condizioni della dignità umana di chi già vive in condizioni di precaria ospitalità.
Il Vescovo ha inoltre rivolto la sua riflessione omiletica su come la parola di Gesù possa sempre rimettere salvo chi è stato vittima della lotta con Satana nel suo combattimento quotidiano. Un pensiero anche per le persone ammalate di lebbra in questa Giornata mondiale dedicata.
 
Di seguito l'omelia integrale:
 
Basilica Madonna dei Poveri
Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi
Seminara
 
Omelia di mons. Francesco Milito alla Messa in onda su RAI UNO
 
Con i primi discepoli, pescati sul lago di Tiberiade, Gesù continua a sviluppare gli inizi della sua missione battesimale, con sollecitudine – subito –, nel giorno più sacro e nel luogo più idoneo, il sabato e la sinagoga.
Per i presenti quel giorno egli è uno dei tanti pii israeliti che fan da lettori della Torah. Ma, ben presto, con inatteso scioccante, ne saranno meravigliati. 
Un insegnamento, che desta stupore per la sua autorevolezza, senza pari rispetto agli scribi studiosi; una potenza, inattesa, per un esorcismo immediato ed efficace.
Una parola suadente, prima mai ascoltata che penetra dentro e fa passare dalla curiosità all’interesse, all’adesione ed anche al rifiuto.
Una capacità imperiosa e vincente su Satana in un confronto serrato in cui non è data replica allo spirito impuro ma, dopo la professione di fede, solo la sconfitta e il dover lasciare l’uomo, prima posseduto e ora guadagnato alla pace, e la sinagoga, dove solo Gesù sta al centro.
 
Questi inizi della giornata di Cafarnao o della giornata tipica di Gesù, con cui Marco procede ad introdurci all’opera del Maestro gettano lumi sulle nostre giornate e sugli interventi operanti del Signore.
L’uomo contemporaneo – in ciò uomo di sempre – avverte profondo il desiderio di certezze all’infinito, che non siano, cioè, per quanto interessanti non così incisive da richiederne l’assenso incondizionato e sicuro, più che rassicurante e di passaggio.
A questo anelito profondo si oppone e lotta l’antiparola, che frulla nella mente e tiene schiavo l’uomo in permanente contrasto tra benessere psichico e fisico, non sempre posseduto ma comunque sicuro che esiste un liberatore, luce e verità alla mente, sollievo e, spesso salvezza dei mali fisici. 
La consuetudinaria pratica religiosa, sincera, convinta, stabile nel tempo può scoprirsi a volte ancora deficitaria alla comprensione piena dell’intero mistero di amore che è Gesù.
Attenzione e disponibilità all’ascolto, riconoscenza umile e sincera delle meraviglie che egli compie in noi e nei campi dell’umano rappresentano un preliminare radar di grazia, da sviluppare, dopo lo stupore e il timore nella riconoscenza e nell’affidamento totale a Lui.
 
A partire dalla personale esperienza, potremo così partecipare negli ordinari ambienti di vita, la vivificante presenza di Dio, che viene a rovinare, cioè a sconfiggere il male per collaborare ed essere artefice della nostra vera gioia.
La dimensione profetica, acquisita dal giorno del battesimo, diventa – come indicata da Mosè – realtà sperimentale e compagnia di vita, mentre un’esistenza tutta votata e ordinata alla gerarchia degli effetti e dei doveri, come consiglia l’apostolo Paolo, matura motivi di equilibrio e rende capaci di chiedere per un più retto ordinamento della famiglia umana. «Mai più ingiustizie discriminazioni lebbre nel mondo», motivo che ispira oggi la Giornata Mondiale dei malati di lebbra. 
Il grande Tommaso d’Aquino resta in ciò un testimone quasi irraggiungibile, ma tale da ispirarci, con la sua consacrazione totale nel sondare il mistero di Dio, comportamenti alti e diventare, come già egli a suo tempo, indicatori di ricerca di verità e di vita.     

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